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Tecnologie e Società

 

Bipedi, ma sugli alberi
23/09/2007

I ricercatori hanno analizzato circa 3000 esempi di movimenti osservati di orangutan, e hanno trovato che gli animali utilizzavano con maggiore probabilità il bipedismo assistito quando si trovavano sui rami più sottili.

Osservando gli orangutan, un gruppo di ricercatori ha trovato che l’andatura bipede potrebbe essersi sviluppata, nel corso dell’evoluzione, già in specie di scimmie che vivevano sugli alberi e non, come ritenuto finora, in più recenti antenati dell’uomo che abitavano già la savana.

Secondo quanto si legge nell’articolo pubblicato sulla rivista “Science”, l’andatura bipede è stata a lungo considerata una caratteristica distintiva dell’uomo e dei suoi più prossimi antenati. Una delle spiegazioni più comuni, chiamata anche teoria della savana, prevede che l’antenato comune di scimpanzé, orangutan, gorilla ed esseri umani sia disceso dagli alberi quando ancora aveva un’andatura quadrupede. Questa via via si è evoluta nell’andatura sulle nocche, tipica oggi di scimpanzé e gorilla e successivamente nell’andatura bipede dell’uomo.

I paleontologi hanno convenzionalmente utilizzato i segni di bipedismo per distinguere i fossili dei primi uomini, od ominini, da quelli delle altre scimmie. Ma questa distinzione è complicata da recenti documentazioni fossili in base alle quali i primi ominini, tra cui la famosa Lucy (Australopithecus afarensis), sarebbero vissuti in ambienti forestali, e così pure le forme precedenti, come l’Uomo del Millennio (Orrorin tugeniensis), pur muovendosi su due sole zampe.

"I nostri risultati complicano il quadro ancora di più”, ha spiegato Robin Crompton dell’Università di Liverpool (http://www.liv.ac.uk/), in Gran Bretagna, coautore dello studio. "Se le nostre analisi sono corrette, significa che non è possibile basarsi sul bipedismo per dire se si ha a che fare con un umano o un suo antenato scimmiesco. In sostanza, diventerebbe molto più difficile dire che cosa ha caratteristiche umane e che cosa ha caratteristiche scimmiesche.”

Crompton e i suoi colleghi Susannah Thorpe e Roger Holder dell’Università di Birmingham (http://www.bham.ac.uk/), sempre in Gran Bretagna, sono arrivati alle loro conclusioni osservando orangutan in libertà nelle foreste di Sumatra, in Indonesia. Gli orangutan trascorrono quasi tutta la loro vita sugli alberi, fornendo così un modello di come i nostri antenati si muovevano alcuni milioni di anni fa.

Per raccogliere dati, Thorpe ha passato un anno nelle foreste pluviali e ha registrato praticamente ogni movimento fatto dagli orangutan. I suoi colleghi hanno poi utilizzato queste osservazioni per verificare l’ipotesi che il bipedismo potesse già caratterizzare i nostri antenati che vivono sugli alberi.

Poiché questi antenati erano probabilmente frugivori così come sono gli orangutan, devono aver sviluppato un metodo per raggiungere i rami più periferici e flessibili, dove tipicamente si trovano i frutti, ossia quel “bipedismo assistito dalle zampe anteriori”, con cui era possibile spostarsi rapidamente tra i rami.
I ricercatori hanno analizzato circa 3000 esempi di movimenti osservati negli orangutan, e hanno trovato che gli animali utilizzavano con maggiore probabilità il bipedismo assistito quando si trovavano sui rami più sottili. (fc)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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