NOEMA Home › NEWS
Tecnologie e Società

 

Riduzione dei gas serra in UE
30/09/2007

Funziona il commercio di CO2, ma non basta.

Le emissioni eccedono le quote attribuite in sei paesi: Gran Bretagna, Irlanda, Spagna, Italia, Austria e Grecia.

Una serie di articoli pubblicati sul  Review of Environmental Economics and Policy (http://www.oxfordjournals.org/our_journals/reep/) indica lo schema per il commercio delle quote di emissione (EU ETS, http://ec.europa.eu/environment/climat/emission.htm) stabilito dall'Unione europea nel quadro del protocollo di Kyoto come il più significativo strumento per l'abbattimento delle emissioni di gas serra attualmente esistente.

Secondo i dati riportati, il commercio delle quote di emissione toccherebbe oggi i 14,7 miliardi di euro.

In base ai dati relativi al 2005, i primi disponibili, le quote commerciabili eccedevano le emissioni per un quantitativo di CO2 corrispondente a 80 milioni di tonnellate, pari 4 per cento circa del tetto massimo di emissioni dell'UE. Le emissioni eccedevano le quote attribuite solamente in sei paesi, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna, Italia, Austria e Grecia, costretti ad acquistare quote corrispondenti dalle altre nazioni.

Com'è noto, lo schema prevede infatti che chi, migliorando la propria efficienza energetica, produce meno emissioni di quelle assegnategli, può vendere le corrispondenti quote risparmiate a chi, non riuscendo a rispettare le proprie quote, è costretto ad acquistarne sul mercato un quantitativo pari allo sforamento. L'incentivo verso una sempre migliore efficienza energetica (ossia i risparmi nell'acquisto di energia e l'introito dalla vendita delle quote di emissione a un prezzo tra i 21 e i 30 euro a tonnellata di CO2) fornito da questo meccanismo è ulteriormente rafforzato dal fatto che le quote assegnate vengono periodicamente riviste al ribasso dall'UE.
Fra il 2008 e il 2012, per esempio, è già previsto che le quote assegnate a 10 dei 25 paesi membri diminuiranno del 12 per cento.

L'analisi storica dei dati relativi alle emissioni rapportata alla crescita delle emissioni che accompagnerebbe naturalmente la crescita del prodotto interno lordo, indica che complessivamente è stato ottenuto un abbattimento delle emissioni pari al 7 per cento.

Purtroppo, si rileva sulla rivista, questo meccanismo coinvolge in maniera efficace solamente i paesi europei, che producono il 20 per cento del PIL globale e sono responsabili del 17 per cento delle emissioni, e non è in grado da solo di alterare da solo la tendenza all'aumento di emissioni su scala globale.

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














Cerca dentro NOEMA - Search inside NOEMA



Iscriviti! - Join!

 

RSS

 

Top