UMTS e GPRS a rischio interferenza negli ospedali
19/10/2007
Dei 50 eventi di interferenza rilevati dai ricercatori su ventilatori meccanici per la respirazione assistita o su pacemaker, il 75 per cento è risultata piuttosto pericolosa, dal momento che comportava l’improvviso spegnimento e riavvio della macchina.
Un metro: ecco quale dovrebbe essere la distanza di sicurezza da mantenere tra i telefoni cellulari e gli apparecchi biomedicali utilizzati in ospedale. È quanto afferma una ricerca svolta presso l’Università di Amsterdam (http://www.english.uva.nl/) e pubblicata sulla rivista "Critical care", che ha valutato la frequenza degli incidenti da interferenza elettromagnetica a danno di tali apparecchi quando nelle vicinanze vengono utilizzati telefoni cellulari di ultima generazione, in grado di navigare su Internet. Rispetto alla semplice trasmissione della voce, infatti, l’invio e la ricezione di pacchetti di dati GPRS e UMTS pongono maggiori rischi.
Dei 50 eventi di interferenza rilevati dai ricercatori su ventilatori meccanici per la respirazione assistita o su pacemaker, il 75 per cento è risultata piuttosto pericolosa, dal momento che comportava l’improvviso spegnimento e riavvio della macchina oppure, nel caso dei pacemaker, la perdita di regolarità dei segnali di stimolazione.
Secondo Erik van Lieshout, che ha coordinato la ricerca per conto dell’Università di Amsterdam, le interferenze divengono probabili a distanze di alcuni centimetri e pertanto una ragionevole distanza di sicurezza sarebbe appunto quella pari a un metro, già prevista dagli standard adottati in alcuni istituti. Sempre secondo il ricercatore, i risultati potrebbero preludere a una restrizione dell’uso dei cellulari negli ospedali. (fc)