Questo metodo diretto di deposizione fornisce un migliore controllo sugli schemi risultanti e semplifica il processo di fabbricazione di strutture funzionali rispetto alle tecniche fotolitografiche convenzionali o al microstampaggio.
La possibilità di assemblare materiali funzionali come nanoparticelle metalliche in architetture predefinite è di grande interesse per la nanotecnologia per le possibili applicazioni nella fabbricazione di circuiti elettronici di nuova generazione.
Ora un passo in avanti in tale direzione è stato fatto grazie a una ricerca della Northwestern University (http://www.northwestern.edu/) che ha dimostrato la possibilità di realizzare una sonda a nanosorgente (nanofountain probe, NFP) di terza generazione. L’NFP è un chip sonda a sbalzo montato su un microscopico a forza atomica in grado di depositare nanoparticelle di oro su un substrato di silicio.
“Questo metodo diretto di deposizione fornisce un migliore controllo sugli schemi risultanti e semplifica il processo di fabbricazione di strutture funzionali rispetto alle tecniche fotolitografiche convenzionali o al microstampaggio,” ha spiegato Horacio D. Espinosa, docente di ingegneria meccanica della Northwestern e coautore dell’articolo apparso sulla rivista “Langmuir”. (fc)