Brasile, un modello per la lotta all'AIDS
01/12/2007
Il Brasile è il paese in via di sviluppo con il più vecchio, ampio ed efficace programma di trattamento dell’AIDS, che dura ormai da un decennio e consente l’accesso libero e universale ai farmaci.
L’AIDS continua a essere un drammatico problema di sanità pubblica globale. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che due milioni di persone nei paesi in via di sviluppo ricevono il cosiddetto trattamento noto come HAART (highly active antiretroviral therapy), più comunemente noto come “AIDS cocktail”.
Ma in tal modo si riesce a coprire solo il 25 per cento delle richieste di cura. Oltre a ciò, si conosce ben poco dei costi associati alla somministrazione di farmaci anti-Aids a lungo termine. Per studiarli i ricercatori dell’Harvard School of Public Health (http://www.hsph.harvard.edu/) hanno realizzato la prima analisi dettagliata dell’andamento della spesa per queste categorie di farmaci in Brasile, ora pubblicata sull’ultimo numero della rivista on line ad accesso libero PLOS Medicine.
Il Brasile è il paese in via di sviluppo con il più vecchio, ampio ed efficace programma di trattamento dell’AIDS, che dura ormai da un decennio e consente l’accesso libero e universale ai farmaci e rappresenta quindi un modello per altre nazioni con lo stesso livello economico che ancora devono mettere in atto misure sanitarie adeguate.
Secondo quanto riportano le conclusioni dello studio, sebbene i costi dei farmaci antiretrovirali generici (ARV) prodotti localmente in Brasile siano aumentati nel quinquennio 2001-2005, il Paese ha ugualmente risparmiato circa un miliardo di dollari in tale arco di tempo, nonostante le controversie legate alle negoziazioni con le aziende farmaceutiche per le questioni dei brevetti. Dal 2001, il Brasile ha ottenuto un abbassamento dei prezzi degli ARV coperti da brevetto minacciando di produrli localmente. Sebbene le trattative abbiano inizialmente determinato un notevole decremento nella spesa per l’AIDS, i costi per l’HAART sono raddoppiati nel biennio 2004-2005.
Tale fenomeno riflette il fatto che le persone affette da HIV/AIDS hanno cominciato il trattamento e vivono più a lungo. L’incremento riflette anche l’ostacolo dovuto ai complessi trattamenti di seconda e terza linea via via che i pazienti sviluppano una resistenza ai farmaci di prima linea, vivono più a lungo e richiedono regimi di trattamento più complessi. (fc)