La paura più volte presagita ora sembra possa diventare realtà: cellule terroristiche islamiche potrebbero utilizzare il mondo virtuale di Second Life come base di reclutamento fedeli, luogo dove compiere attentati virtuali e "via libera" per lo scambio di denari.
La notizia arriva da un'articolo apparso ieri sul Times Online dove i maggiori esponenti dell'anti crimine ipotizzano l'utilizzo di Second Life da parte di questi gruppi.
Lo stesso Kevin Zuccato del Governo Australiano si dice preoccupato del fatto che le tecniche illecite e terroristiche utilizzate nel mondo virtuale sono presto riproponibili nel mondo reale e che quindi non solo la realtà vissuta quotidianamente va protetta ma anche quella virtuale.
Anche l'Europol (http://europa.eu/agencies/pol_agencies/europol/index_it.htm) è al lavoro: è costante la supervisione della realtà virtuale di Second Life.
Maggiori approfondimenti nell'articolo in lingua inglese apparso sul Times Online (http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article2199193.ece).