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Tecnologie e Società

 

Un udito perfetto, ma solo in testa
20/01/2008

La ragione per cui nell'uomo si sia sviluppata una tale sensibilitā risulta ancora un mistero.

L'udito umano č tarato in modo da discriminare con accuratezza le differenze di frequenza dei suoni, ma la capacitā dell'orecchio impallidisce in confronto con quella esibita da singoli neuroni della corteccia cerebrale deputata a elaborare i segnali sonori, che hanno una capacitā di discriminare le frequenze quasi incredibile.

La scoperta č stata fatta da un gruppo di ricercatori della Hebrew University di Gerusalemme (http://www.huji.ac.il/huji/eng/) e del Weizmann Institute di Rehovot (http://www.weizmann.ac.il/), diretti da Israel Nelken e Yael Bitterman, che la illustrano in un articolo sull'ultimo numero della rivista "Nature".

La cosa apparentemente paradossale č che questi neuroni sono capaci di discernere fra frequenze con una sensibilitā 30 volte superiore a quanto non siano in grado di fare le cellule sensoriali dell'orecchio interno, superando sotto questo aspetto le capacitā discriminatorie di quasi tutti i mammiferi non umani, con l'eccezione dei pipistrelli. In altri termini, nell'ascolto queste cellule non sfrutteranno mai appieno le proprie possibilitā: la loro capacitā di risoluzione eccede di gran lunga quella delle cellule che generano il segnale e quella del nervo uditivo che le trasporta fino al cervello.

"In effetti č un mistero la ragione per cui nell'uomo si sia sviluppata una tale sensibilitā", osserva Itzhak Fried, dell'UCLA (http://www.ucla.edu/), che ha partecipato alla ricerca. "Una simile selettivitā non č necessaria per la comprensione del parlato, ma potrebbe avere un ruolo nelle capacitā musicali. Ci sono anche prove che la discriminazione nelle frequenze č correlata nell'uomo a diverse competenze cognitive, fra cui la memoria di lavoro e la capacitā di apprendimento, ma servono altre ricerche per chiarire questo puzzle."

La scoperta č stata resa possibile dal monitoraggio dell'attivitā cerebrale di alcuni pazienti affetti da una forma di epilessia incoercibile nei cui cervelli erano stati introdotti elettrodi per identificare con precisione la localizzazione dei loci all'origine dalla patologia in vista di un trattamento chirurgico.  (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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