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Tecnologie e Società

 

L'esportazione dell'impronta ecologica
26/01/2008

La ricerca ha cercato di valutare l'impatto di sei fattori umani nel quarantennio 1961-2001.

I danni ambientali prodotti dalle nazioni più ricche sarebbero pagati in misura sproporzionata da quelli più poveri, e avrebbero un impatto sulle loro economie superiore a quello del loro debito estero: è quanto sostiene una ricerca condotta da Richard B. Norgaard dell' Università della California a Berkeley (http://www.berkeley.edu/) e Thara Srinivasan, già assistente di Norgaard e ora al Pacific Ecoinformatics and Computational Ecology (PEaCE, http://www.foodwebs.org/index.html) Lab di Berkeley.

I ricercatori - che illustrano il loro studio in un articolo pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Sciences" (PNAS) - hanno in particolare cercato di dare una valutazione econometrica della distribuzione dei costi ecologici generati da sei fattori (intensificazione ed espansione dell'agricoltura, deforestazione, sovra-sfruttamento delle risorse ittiche, perdita delle aree a mangrovie, riduzione delle fasce d'ozono, cambiamenti climatici) fra le nazioni, accorpate in tre gruppi, quelle ricche ad alto reddito, quelle in via di sviluppo e medio reddito, e quelle più povere. Sono stati invece ignorati fattori come la perdita di habitat e di biodiversità e gli effetti dell'inquinamento industriale in quanto, dicono gli autori, una loro valutazione oggettiva pone problemi ancora più ardui.

La ricerca ha preso in esame un periodo di 40 anni, dal 1961 al 2000 prendendo come dati di riferimanto principalmente quelli dello United Nations Millennium Ecosystem Assessment (http://www.millenniumassessment.org/en/index.aspx) e della Banca mondiale.

Dalle conclusioni della ricerca risulta che i danni ecologici prodotti dalle nazioni più ricche attraverso quei fattori hanno pesato per 2,5 trilioni di dollari sui paesi più poveri e per 4,9 trilioni su quelli a medio reddito; questi ultimi hanno a loro volta "esportato" danni per 2,5 trilioni di dollari verso i paesi poveri - uguagliando quindi il peso generato dalle nazioni più avanzate - e per 2,7 trilioni di dollari verso i paesi più ricchi. I paesi più poveri hanno invece generato un danno ecologico-economico di 1,2 trilioni di dollari ai paesi di reddito medio e di soli 0,68 trilioni di dollari a quelli più ricchi.

Secondo Norgaard "ci potranno essere controversie sul lavoro che abbiamo fatto e addirittura se sia possibile compiere questo tipo di studi e se lo abbiamo fatto bene. Si cercherà di ignorare lo studio, di non pensarci. Quello che noi volevamo realmente fare è sfidare le persone a pensare al problema. E se, comunque, non ci si crede, a rifarlo e meglio." (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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