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Tecnologie e Società

 

Il combustibile delle termiti
09/02/2008

La scoperta apre la strada alla possibilità di riprodurre su scala industriale quanto avviene nel loro intestino e ottenere biocombustibili da materiali vegetali privi di interesse alimentare.

Il problema più grave posto dallo sviluppo dell'attuale generazione di biocombustibili è che per ottenere una buona conversione enzimatica in etanolo della materia prima, bisogna ricorrere a risorse agricole che hanno anche una destinazione alimentare. Per ovviare a questo inconveniente, che ha già suscitato aspre polemiche, si stanno studiando processi alternativi che consentano lo sfruttamento diretto della cellulosa, ossia di una materia priva di interesse alimentare. Finora tuttavia i processi di questo tipo individuati sono alquanto complessi e difficili da trasportare su una scala industriale.

Un passo in avanti su questa strada potrebbe però venire dalle termiti. L'intestino di questi insetti - che in molte regioni del globo provocano ogni anno danni per miliardi di euro - è suddiviso in diversi compartimenti, nei quali sono ospitate specifiche comunità di microbi. Ognuna di queste colonie ha il compito di convertire i polimeri del legno, in zuccheri, che possono poi essere fermentati in combustibile.

Ora - come è riportato in un articolo pubblicato su "Nature" - un gruppo internazionale di biologi è riuscito a sequenziare e analizzare il codice genetico di questi microbi, compiendo un passo chiave verso la possibilità di riprodurre su scala industriale quanto avviene, con grande efficienza, nel microscopico bioreattore che è l'intestino della termite.

I ricercatori, in particolare, hanno analizzato circa 71 milioni di "lettere" del codice genetico dei fibrobatteri (che degradano la cellulosa) e dei treponemi (che, attraverso la fermentazione la convertono in zuccheri) estratti dall'intestino di una colonia di termiti del Costa Rica.
"In teoria - osserva Andreas Brune del Max-Planck-Institut (http://www.mpi-marburg.mpg.de/) per la microbiologia terrestre - grazie a questi batteri le termiti potrebbero convertire un foglio di carta A4 in due litri di idrogeno."

Per portare a scala industriale questo processo, ha aggiunto Eddy Rubin, direttore de Joint Genome Institute (JGI, http://www.jgi.doe.gov/) del Dipartimento per l'energia degli Stati Uniti, "bisogna individuare il gruppo di geni che ha gli attributi funzionali chiave nella demolizione della cellulosa, e questo studio ha fatto un passo in avanti essenziale in questo cammino." (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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