Una fermata di 20.000 anni nella migrazione dall'Asia all'America
29/02/2008
La popolazione che per prima arrivò nel nuovo continente era costituita approssimativamente da alcune migliaia di individui – tra 1000 e 5000 secondo le stime – un numero notevolmente più alto dei circa 100 individui ipotizzati da studi precedenti.
La migrazione umana dall’Asia che diede origine alla colonizzazione del continente americano fu interrotta da un soggiorno di circa 20.000 anni in Beringia, una regione un tempo abitabile che attualmente si trova sommersa dalle gelide acque dello stretto di Bering.
Inoltre, la popolazione che per prima arrivò nel nuovo continente era costituita approssimativamente da alcune migliaia di individui – tra 1000 e 5000 secondo le stime – un numero notevolmente più alto dei circa 100 individui ipotizzati da studi precedenti.
Questi sono i due risultati ottenuti dai ricercatori dell’istituto di genetica dell'Università della Florida (http://www.ufl.edu/), che firmano un articolo in proposito sulla rivista online ad accesso libero PLoS ONE; tali risultati consentono di aggiungere un ulteriore tassello alla complessa ricostruzione della colonizzazione originaria dell’America di cui si discute da molti anni.
In particolare sembra che i protagonisti delle diverse fasi della lunga migrazione possano essere stati separati da molte generazioni, contrariamente a quanto ritenuto finora.
“Il nostro modello tiene conto di uno scenario complesso”, ha spiegato Connie Mulligan, docente di antropologia del College of Liberal Arts and Sciences e vicedirettore dell’Istituto di genetica dell’UF. “Se si riflette, queste popolazioni non sapevano dove stavano andando: si allontanarono dall’Asia e infine raggiunsero un territorio emerso a causa dei livelli più bassi del mare durante l’ultimo massimo glaciale, ma due grandi ghiacciai bloccarono il loro avanzamento verso il Nuovo Mondo. Proprio a causa di questa difficoltà esse rimasero stanziali per circa 200 secoli. Non si trattava certamente di un ambiente favorevole, ma sopravvissero. Quando le coperture glaciali del Nord America cominciarono a sciogliersi e si aprì un passaggio per il Nuovo mondo, lasciarono la Beringia per trovare un luogo migliore per vivere.”
Per arrivare a delineare un quadro così preciso i ricercatori sono partiti dalle analisi delle sequenze di DNA appartenenti a nativi americani e a popolazione asiatiche, completando poi i dati ottenuti con le più recenti conoscenze archeologiche, geologiche e paleoecologiche relative al periodo in questione.
Lavorando sia con il DNA mitocondriale, che viene ereditato per via materna, sia con il DNA nucleare, ereditato da entrambi i genitori, si è così ottenuto il più dettagliato scenario mai elaborato del processo di colonizzazione delle Americhe.
In definitiva, la migrazione dall’Asia verso la Siberia e la Beringia cominciò a circa 40.000 anni fa, ebbe un periodo di pausa dovuto proprio alla permanenza in Beringia, e si concluse poi con una rapida espansione nel Nord America attraverso l’Alaska o il Canada circa 15.000 anni fa. (fc)