Il difficile equilibrio fra primavera e autunno
15/03/2008
Una primavera calda accelera la crescita delle piante più della decomposizione al suolo, mentre le temperature autunnali miti agiscono in direzione esattamente opposta.
La capacità degli ecosistemi terrestri dell'emisfero settentrionale di funzionare da "pozzi" del biossido di carbonio è influenzata negativamente dalla temperatura media autunnale; in particolare il recente autunno mite avrebbe comportato una riduzione dell'efficacia dell'assorbimento del carbonio da parte di quei pozzi naturali che sono le foreste. Lo afferma uno studio pubblicato sull'ultimo numero di "Nature", condotto da un gruppo internazionale di ricercatori diretti da Shilong Piao, del Laboratorio di scienze climatologiche del CNRS francese, nel quadro del Global Carbon Project (http://www.globalcarbonproject.org/).
Il bilancio del carbonio degli ecosistemi terrestri è particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici che interessano primavera e autunno e negli ultimi due decenni le temperature medie autunnali alle latitudini settentrionali sono aumentate di circa 1,1°C, ossia più di quelle primaverili che hanno avuto un aumento di soli 0,8°C.
In conseguenza di ciò, molti ecosistemi terrestri hanno perso durante l'autunno oltre il 90 per cento del maggiore assorbimento di carbonio che era avvenuto nel corso della precedente primavera. Utilizzando modelli al computer e partendo da misurazioni relative alla copertura forestale e da dati satellitari, i ricercatori hanno trovato che, mentre le temperature più elevate della primavera accelerano la crescita delle piante più di quanto non accelerino la velocità di decomposizione a livello del suolo (incrementando così l'assorbimento di biossido di carbonio), le temperature autunnali miti agiscono in direzione esattamente opposta.
"Se il riscaldamento autunnale continuerà a crescere più velocemente di quello primaverile, la capacità degli ecosistemi settentrionali di sequestrare carbonio diminuirà notevolmente in futuro", ha osservato Shilong Piao. Se così fosse, hanno concluso gli autori, la stabilizzazione dei liveli di biossido di carbonio in atmosfera diventerebbe un'impresa ancora più ardua. (gg)