L'aumento delle attività sportive invernali e la diffusione di nuovi sport come lo snowshoeing mette a rischio diverse specie rare o 'timide'.
Gli sport invernali, sia quelli che richiedono significative infrastrutture, ma anche quelli apparentemente più “ecologici”, andrebbero interdetti o fortemente limitati nelle aree in cui vive il gallo cedrone che, disturbato, non riesce a riprodursi efficacemente nella successiva bella stagione. Lo afferma un rapporto pubblicato sul “Journal of Applied Ecology” (http://www.blackwellpublishing.com/journal.asp?ref=0021-8901&site=1) condotto da un gruppo di ecologi svizzeri, tedeschi e austriaci.
Lo studio ha sfruttato una nuova tecnica per valutare l'impatto del turismo sciistico sul gallo cedrone. Avendo come riferimento l'area delle Foresta Nera meridionale, in Germania, i ricercatori hanno raccolto escrementi di gallo cedrone prima e dopo l'inizio della stagione sciistica per poi analizzarlo e misurare i livelli di ormone dello stress. Hanno così trovato che i metaboliti di tale ormone erano decisamente più elevati negli uccelli che vivono nelle zone con elevata o media attività sciistica.
“Il turismo sciistico influisce sia sull'ambiente sia sui livelli di stress del gallo cedrone con possibili effetti negativi sulle sue condizioni fisiche e sulle sue capacità generali di adattamento. Per questo raccomandiamo che le aree abitate dal gallo cedrone siano mantenute senza la presenza di infrastrutture sciistiche”, ha detto Lukas Jenni dell'Istituto ornitologico svizzero (http://www.vogelwarte.ch/home.php?lang=d&cap=portrait) e coautore dello studio.
Secondo Jenni, “Il livello di attività sportive invernali e l'introduzione di nuovi sport all'aperto come lo snowshoeing (lunghe passeggiate con le racchette da neve) è aumentato notevolmente nell'ultimo decennio e mette a rischio diverse specie rare o 'timide' come il gallo forcello e il camoscio. Le attività ricreative invernali umane sono particolarmente nocive per il gallo cedrone in quanto questa specie in inverno si nutre con una dieta di bassa qualità a base di aghi di conifere. Le sue condizioni fisiche alla fine dell'inverno appaiono riflettersi sul suo successo riproduttivo.” (gg)