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Tecnologie e Società

 

L'essenziale sacrificio della pelle
05/10/2008

Lo schema di espressione di questo microRNA è comune a tutti i vertebrati, dimostrando una stabilità perdurata per oltre 400 milioni di anni.

Ogni minuto 30.000 cellule dello strato più superficiale dell'epidermide muoiono per permettere al nostro organismo di vivere. Questo strato viene costantemente rinnovato da nuove cellule che migrano dagli strati interni del derma fino in superficie per formare una nuova barriera protettiva contro gli attacchi batterici e la disidratazione. Ora un gruppo di ricercatori della Rockefeller University (http://www.rockefeller.edu/) ha scoperto che questo complesso processo è regolato da una corto frammento di RNA, il microRNA-203, dandone notizia sull'ultimo numero di "Nature" (http://www.nature.com/index.html).

Questo tipo di microRNA è stato trovato solamente in tipi cellulari molto specifici: nel tessuto epitaliale stratificato, e solamente nel suo strato più esterno. Lo schema di espressione di questo microRNA è peraltro risultato del tutto identico nell'uomo, nel pollo e nel pesce zebra (Danio rerio), dimostrando una stabilità perdurata per oltre 400 milioni di anni.

"Se è stato espresso in tessuti estremamente specifici per un tempo così lungo e in differenti specie, significa che ha un ruolo molto importante", ha sottolineato Rui Yi, che con Elaine Fuchs ha diretto la ricerca.

I ricercatori hanno scoperto che facendo esprimere in topi appositamente ingegnerizzati il microRNA-203 nello strato più interno, le cellule staminali della pelle proliferavano molto meno di quando il microRNA-203 non viene espresso, di modo che i topi producevano un'epidermide molto sottile e sostanzialmente priva dello strato protettivo. Questa perdita di capacità proliferativa delle staminali non era dovuta all'azione diretta del microRNA-203, ma al fatto che esso interferisce con la molecola p63, che stimola la proliferazione cellulare. Per contro, in altri topi ingegnerizzati in modo da bloccare l'espressione del mircoRNA nello strato più esterno, le cellule di quello strato proliferavano in misura decisamente superiore al normale.

"Abbiamo trovato che il microRNA-203 blocca la traduzione della proteina p63", ha osservato Fuchs. La scoperta può avere significative implicazioni anche per il cancro, dato che la proteina p63 è espressa in eccesso nelle cellule tumorali. "Come prossimo passo vogliamo esaminare se una bassa espressione di microRNA-203 sia associata al carcinoma a cellule squamose e se ristabilendo il microRNA 203 possiamo inibire la crescita di questa cellule cancerose", ha concluso Fuchs. (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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