La "traversata del Pacifico" interessa soprattutto le polveri sottili di diametro inferiore ai 2,5 micron.
Chi vive sulle coste, soprattutto tirreniche dell'Italia ben conosce le piogge rosse che periodicamente trasportano minuscole particelle di sabbia dal deserto del Sahara fino sul nostro continente. Da diversi anni la comunità scientifica sapeva anche che le sabbie dei deserti africani - ma anche i batteri che vi sono presenti - sono in grado addirittura di superare l'Atlantico giungendo sulle regioni costiere occidentali del continente americano, e che questi spostamenti contribuiscono perfino a rendere più fertile e lussureggianti le foreste dell'Amazzonia.
Ora un gruppo di fisici dell'atmosfera dell'Università di Washington (http://www.atmos.washington.edu./), a Seattle, ha scoperto che un fenomeno analogo interessa le coste occidentali degli Nord America, dove - soprattutto nella spagione primaverile - ricadono sabbia e polveri provenienti dai deserti dei Gobi e di Taklimakan, che occupano parete della Mongolia e della Cina.
La ricerca, che è stata illustrata al convegno annuale della American Geophysical Union (http://www.agu.org/) in corso a San Francisco, è il frutto di una lunga serie di rilevazioni condotte fra il 1998 e il 2006.
"Siamo interessati alle polveri che provengono dall'Asia - ha detto Emily Fischer, che ha preso parte alla ricerca - perché queste particelle possono avere un certo impatto sia sulla salute sia sulle condizioni di visibilità."
Considerato che l'inquinamento locale fornisce il maggiore contributo alla cattiva qualità dell'aria, un ampio numero di controlli sono stati effettuati in regioni lontane da centri urbani, come i grandi parchi nazionali, che hanno permesso una più accurata determinazione dell'impatto di queste polveri lontane.
La ricerca ha messo in particolare in evidenza come negli anni in cui in Asia centrale si sono verificate tempeste di sabbia particolarmente intense, sui è avuto un corrispondente aumento della presenza nell'aria degli Stati Uniti occidentali di particelle di diametro fino a 2,5 micron, quelle le cui dimensioni sono sufficientemente piccole da penetrare negli alveoli polmonari. (gg)