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Tecnologie e Società

 

DVD contro i gas serra
22/02/2009

Sostituendo, nella produzione di policarbonati, con la CO2 materiali più costosi, si contribuisce alla lotta all'effetto serra e si può dare una spinta all'economia.

Finora la rimozione del biossido di carbonio dalle emissioni degli impianti termoelettrici e industriali rappresenta puramente un costo, ma in futuro potrebbe diventare conveniente anche al di là dei meccanismi di compensazione previsti dall'implementazione degli accordi di Tokyo.

Al congresso dell'American Chemical Society (http://portal.acs.org/portal/acs/corg/content?_nfpb=true&_pageLabel=PP_TRANSITIONMAIN&node_id=857&use_sec=false&sec_url_var=region1), due ricercatori hanno presentato altrettante relazioni in cui sono stati illustrati processi innovativi per la trasformazione della CO2 in materia prima alternativa per la produzione di plastiche.

Thomas E. Müller, del Center for Catalisis Research - una collaborazione fra la  Rheinisch-Westfälische Technische Hochschule (RWTH, http://www.rwth-aachen.de/go/id/bdz/) di Aachen e la Bayer Material Science AG – ha in particolare illustrato (CO2 Fixation in polymers) un processo per trasformare la CO2 in policarbonati. “Usare la CO2 per creare policarbonati non potrà risolvere completamete il problema di questo gas serra, ma potrebbe dare un contributo significativo”, ha detto Müller, sottolineando che attualmente vengono già vendute ogni anno alcuni milioni di tonnellate di policarbonati, e che la tendenza è verso un aumento dei volumi commerciati, a partire da quelli relativi alla produzione di DVD, CD, bottiglie e altri manufatti di grande diffusione. “Il biossido di carbonio è un materiale facilmente ottenibile, specialmente dai fumi delle industrie che bruciano combustibili fossili, e rappresenta una materia prima molto economica. Rimpiazzando con la CO2 materiali di partenza più costosi, si può dare una significativa spinta all'economia”.

Sulla stessa linea è stata la relazione del giapponese Toshiyasu Sakakura (Synthesis of carbonates and urethanes from carbon dioxide) del National Institute of Advanced Industrial Science and Technology a Tsukuba (http://www.aist.go.jp/index_en.html), che dirige un gruppo di ricerca che ha trovato un'altra tecnica per rimpiazzare con CO2 carbonati e uretani presenti nelle plastiche e nelle batterie. (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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