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Tecnologie e Società

 

Un millesimo di MP3
21/03/2009

Nell’eseguire la musica, il computer riproduce la performance originale sulla base di tutto ciò che sa sul clarinetto e sul suo utilizzo.

Ricercatori dell’Università di Rochester (http://www.rochester.edu/) hanno riprodotto musica in un file di dimensione circa 1000 volte più piccole di un comune file MP3.

Il pezzo musicale, un assolo di clarinetto, è stato infatti codificato in meno di un kilobyte, ed è reso possibile da una sofisticata modellizzazione, che consente di ricreare nel computer sia la fisica del clarinetto sia quella del musicista.

Il risultato, annunciato all’International Conference on Acoustics Speech and Signal Processing (http://www.icassp2008.org/) in corso a Las Vegas, non è ancora una riproduzione impeccabile di una performance originale, ma i ricercatori affermano che si tratta di una buona approssimazione.

"Essenzialmente è un sistema di riproduzione musicale a scala umana”, ha commentato Mark Bocko, docente di ingegneria elettronica e ideatore della nuova tecnologia. "Gli uomini infatti, possono articolare la lingua, il respiro e le dita con una certa velocità; per questo in realtà non è stato necessario misurare la musica alcune migliaia di volta al secondo come si fa con un CD. Come risultato penso che abbiamo trovato la minima quantità di dati necessari per riprodurre un pezzo musicale".

Nell’eseguire la musica, il computer riproduce la performance originale sulla base di tutto ciò che sa sul clarinetto e sul suo utilizzo. Bocko e i suoi collaboratori sono infatti partiti da una misurazione di tutti gli aspetti del clarinetto che ne influenzano il suono, dalla retropressione presente nel bocchino per ogni diverso tasto tenuto premuto, fino al modo in cui il suono si propaga nello strumento. In seguito hanno potuto costruire un modello al computer del clarinetto, e il risultato è uno strumento virtuale costruito interamente a partire da misurazioni effettuate nel mondo acustico reale.

Il gruppo ha poi proceduto a creare un musicista virtuale cpn il clarinetto virtuale, realizzando un modello del modo in cui l’esecutore interagisce con lo strumento in modo tale da comprendere il movimento delle mani, la forza del respiro e la pressione delle labbra per determinare in che modo essa possa influenzare la risposta del clarinetto virtuale.

Infine, ha concluso Bocko, si è trattato di far sì che il computer ascoltasse l’esecuzione reale del clarinetto per registrare le varie azioni richieste per produrre uno specifico suono. Il suono originale viene così riprodotto fornendo al computer una registrazione delle azioni dell’esecutore reale. (fc)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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