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Tecnologie e Società

 

L'insospettabile naturalità delle frazioni
13/06/2009

Il solco intraparietale e la corteccia prefrontale elaborano le informazioni sulle frazioni ancor prima che intervenga il pensiero cosciente.

A dispetto del fatto che solitamente si ritenga che le frazioni siano un concetto matematico piuttosto difficile da apprendere, uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience (http://www.jneurosci.org/) mostra che, almeno nell'adulto, esse sono elaborate automaticamente, anche senza l'intervento del pensiero cosciente. A farlo sarebbero in particolare alcune regioni dell'area del solco intraparietale (IPS) e della corteccia prefrontale, due regioni che già si sapevano coinvolte nell'elaborazione dei numeri interi.

Lo studio è stato condotto da Simon Jacob e Andreas Nieder dell'Università di Tübingen (http://www.uni-tuebingen.de/uni/qvr/e-30/m30-01.html), in Germania, che hanno sottoposto a scansione il cervello di un gruppo di volontari mentre questi osservavano su un monitor l'apparizione, per brevissimi instanti, dell'immagine di varie frazioni.

Quando i ricercatori presentavano rapidamente e ripetutamente frazioni che equivalevano approssimativamente a 1?6, potevano osservare una diminuzione nell'attivazione dell'area IPS e della corteccia prefrontale, corrispondente al cosiddetto fenomeno di adattamento funzionale, che si manifesta di fronte a uno stimolo più o meno identico ripetuto molteplici volte.

Successivamente, ai partecipanti venivano mostrate frazioni che deviavano da quel valore: Risultato: quanto più la frazione differiva da 1/6, tanto maggiore era l'attività delle cellule IPS. Ad assicurare i ricercatori che i partecipanti elaborassero direttamente le frazioni e non le calcolassero, era la rapida presentazione dio ciascuna frazione unita alle piccole variazioni nel valore delle frazioni.

Questi risultati suggeriscono che negli adulti le frazioni attivino automaticamente l'area IPS e la corteccia prefrontale. I ricercatori hanno anche rilevato che differenti valori attivano gruppi distinti di cellule e che esse rispondono allo stesso modo sia che la frazione sia presentata in forma numerica che sotto forma di parole.

Lo studio è stato ideato dopo che altre ricerche avevano suggerito la possibilità che sia i primati non umani sia i bambini piccoli potessero in qualche modo afferrare naturalmente le frazioni o almeno alcune di esse.

"Questi esperimenti cambiano il modo in cui dobbiamo pensare alle frazioni. Sicuramente i cervelli educati degli adulti rappresentano intuitivamente le frazioni, e questo potrebbe avere riflessi sul modo in cui si dovrebbe insegnare l'aritmetica e la matematica a scuole", ha osservato Jacob, che con il suo gruppo ora intende verificare se l'elaborazione delle frazioni avviene in modo analogo anche nei bambini. (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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