In Gran Bretagna una commissione che ha il compito di stabilire che cosa successe a Londonderry la "domenica di sangue" del 30 gennaio 1972 (soldati inglesi spararono su manifestanti civili uccidendo 13 persone), ha deciso di ricostruire in realtà virtuale la città, com'era nel '72.
Dopo 30 anni la città e il teatro dei fatti sono cambiati, ed è grazie all'aiuto dei 1500 testimoni ancora in vita e alla realtà virtuale che la ricostruzione, incredibilmente dettagliata messa a punto da programmatori dell'Irlanda del Nord, è stata possibile dopo 14 mesi di lavoro.
Il sistema, montato in un'aula di tribunale, controlla diversi schermi giganti. Nel corso delle audizioni vengono registrate le posizioni dei testimoni e quello che hanno visto. Man mano che i testimoni raccontano i fatti possono anche muoversi nel panorama virtuale. La simulazione ha suscitato un interesse internazionale, e ci si è chiesto se non sia utilizzabile anche in altri processi.
La simulazione è una delle più ampie e complesse finora realizzate. Il programma contiene circa 80 punti caldi (luoghi chiave) rappresentati come panorami a 360 gradi. I testimoni possono muoversi liberamente da un punto caldo all'altro durante la deposizione. Eventi, come un colpo di pistola, possono essere disegnati sullo schermo e registrati dal computer.
Tra i problemi che sono stati riscontrati, alcuni sono emersi per l'accuratezza della ricostruzione. Certi testimoni infatti sono rimasti profondamente suggestionati perché hanno avuto l'impressione di rivivere il panico di quei momenti, e non sono stati in grado di raccontare con calma la loro versione dei fatti.