Secondo la ricerca dell'economista statunitense Edward Castronova, del Dipartimento di Economia della California State University a Fullerton, un videogame giocato da migliaia di entusiasti su Internet è in grado di produrre un'economia con un reddito pro-capite paragonabile a quello di una piccola nazione.
EverQuest, videogame online fantasy lanciato nel 1999 da Sony, uno dei giochi di ruolo più seguiti su Internet (oltre 400 mila utenti complessivi e fino a 60 mila giocatori contemporanei), consente agli utenti di creare e controllare personaggi (o avatars) nel mondo fantastico di Norrath. I personaggi acquisiscono abilità e beni che possono commerciare con altri giocatori mediante la moneta del gioco (i "platinum pieces"). Tuttavia molti giocatori hanno trovato questo processo troppo complicato e hanno optato invece di vendere le loro cose usando denaro vero, tramite siti di web trading come eBay.
Castronova ha studiato migliaia di transazioni del gioco su eBay per determinare il valore economico reale generato dagli "abitanti" di Norrath, scoprendo così che il prodotto lordo nazionale pro-capite di Norrath è di 2.266 dollari, e se Norrath fosse una nazione reale la sua economia occuperebbe il 77esimo posto nel mondo, subito dopo la Russia.
Castronova ha anche scoperto che la divisa virtuale di Norrath ha più valore negli USA dello Yen, e che ogni giocatore di EverQuest guadagna in media 3,42 dollari ogni ora di gioco.
"Si tratta di un sistema economico robusto e libero dal mercato, con un sacco di persone che lavorano duramente. In EverQuest le economie avvengono da sole. Metti insieme un gruppo di persone, e se hanno cose che possono produrre e opportunità di scambiarle, hai creato le basi di un sistema economico".
Secondo Castronova il sistema economico di EverQuest può essere studiato come qualsiasi altro sistema economico normale, anche se Norrath è un mondo di fantasia. Egli è convinto che i mondi virtuali potrebbero divenire più strettamente legati a quello reale: "I mondi virtuali potrebbero essere il futuro dell'e-commerce, e forse della stessa Internet. Persone normali, che sembrano annoiate e frustrate dal solito web commerce, si impegnano con energia ed entusiasmo su mercati online basati su avatars".