La videoinstallazione "Under attack" dell'artista torinese Ennio Bertrand, sulla distruzione del World Trade Center, di cui anche NOEMA si è occupato è stata censurata nella mostra "The Armory Show 2002", in corso a New York.
L'installazione è formata da un video, un computer e un congegno che tramite ultrasuoni rileva la posizione dello spettatore, il tutto collegato ad un software che associa la distanza della persona dal monitor alla lunghezza del video. Se la persona è lontana, il video parte dall’inizio e man mano che la persona si avvicina il video avanza, mentre se si ferma il video si blocca e se la persona arretra il video va all’indietro. Stando fermi per più di due secondi il video cambia, in quanto l’opera contiene diverse sequenze.
Secondo quanto riportato dal New York Times, il continuo ripetersi delle immagini della tragedia nell'installazione avrebbe impressionato i lavoratori alla mostra. "Ogni volta che percorrevano quello spazio vivevano un'esperienza paurosa", ha affermato Timothy Smith, direttore della manifestazione. Così, proprio prima dell'ultima notte di apertura, l'installazione è stata rimossa, una decisione che per Tommaso Bracco, direttore del B&D Studio di Milano, suona come una censura dell'opera, nonostante che il direttore Timothy Smith non avanzi alcun giudizio in merito all'opera.