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Tecnologie e Società

 

Bluetooth come strumento di liberalizzazione del mercato
19/05/2002

di Giovanni Pallavicini

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

Come liberalizzare l'ultimo miglio e vivere tutti felici, compresa Telecom Italia compresa.

Al Cebit si sono viste applicazioni della tecnologia Bluetooth nei più svariati campi, come i nostri precedenti articoli vi hanno ampiamente dimostrato. Tuttavia tra i tanti impieghi visti finora si è sempre parlato esclusivamente di trasmissione dati o di collegamento tra dispositivi elettronici e periferiche input/output sempre e comunque in una logica di scambio informazioni digitali.

Ma che succederebbe se su Bluetooth viaggiasse anche la voce? È quello che probabilmente si è chiesta una compagnia presente al Cebit con un proprio stand, dove veniva presentato un servizio di telefonia tramite connessione wireless Bluetooth con antenne della portata di 100 metri.

L'uovo di colombo risiede nel portare la tecnologia Voice over IP a funzionare su connessioni wireless, dopodichè è sufficiente avere un qualsiasi normale apparecchio telefonico dotato di compatibilità con il protocollo Bluetooth per poter effettuare telefonate attraverso questa modalità.

Sembra una soluzione abbastanza banale e tutto sommato adatta solo a piccole realtà aziendali che vogliono risparmiare sull creazione di un network di comunicazione interno e vogliono integrarlo con una rete di cellulari aziendali in grado di funzionare sia in GSM (fuori dell'azienda) sia in Bluetooth (all'interno dell'azienda) quasi fossero dei walky talky.

In realtà l'idea è replicabile installando antenne a breve distanza le une dalle altre anche su più larga scala; a pensarci bene, sembra essere l'ideale per liberalizzare definitivamente i servizi di telefonia fissa residenziale attraverso quell'unbundling del local loop che finora ha visto ben pochi privilegiati poterne usufruire.

I vantaggi sarebbero indubbi, a cominciare dalla facilità con cui è realizzabile una simile rete che inoltre consente il trasferimento di dati ad alta velocità e rende quindi realistica la possibilità di sfruttare la stessa linea sia per la voce, sia per i dati e le connessioni ad Internet.

Non ci sarebbero poi i problemi dovuti alla necessità per operatori concorrenti di noleggiare il cavo dall'ex monopolista di rete fissa pagando i relativi canoni: basterebbe sistemare un'antenna proprietaria e la copertura sarebbe assicurata direttamente senza bisogno nemmeno di opere murarie a disturbo dell'utente, analogamente a quanto avviene per la rete cellulare.

Ritenete che tutto questo sia troppo fantascientifico e che un local loop wireless sia improponibile per problemi di copertura territoriale, qualità dei collegamenti o velocità di trasmissione? Ebbene sappiate che venerdì 22 marzo è scaduto il bando di gara del nostro governo per presentare proposta di accesso alla clientela residenziale in modalità wireless. Probabilmente per ora ci si limiterà alla voce su onde radio, ma questo è solo il primo passo verso uno scenario sempre meno futuribile e sempre più prossimo.














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