Non si tratta di fantascienza: una griglia tridimensionale di punti quantici creati e tenuti insieme da virus modificati geneticamente potrebbe permettere la nascita di nuova generazione di schermi per computer, memorie e forse anche dispositivi a nanoscala. Angela Belcher, dell'Università del Texas a Austin, è riuscita a creare una struttura talmente regolare e resistente da assomigliare a uno strato di plastica, e la tecnica è stata descritta sulla rivista "Science".
I punti quantici sono piccole strutture di semiconduttori che possono intrappolare un singolo elettrone e formare la base di dispositivi elettronici a nanoscala. Creare i punti quantici non è un grosso problema, la vera sfida è organizzarli in una struttura regolare. I ricercatori hanno risolto il problema usando dei virus, che in una particolare concentrazione si allineano in modo simile alle molecole di un polimero, formando un film sottile composto interamente di virus e punti quantistici abbastanza solido da poter essere maneggiato.
Per il momento questo film non serve a nulla, ma potrebbe diventare la base per molti dispositivi.