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Tecnologie e Società

 

La musica online fa vendere CD
25/05/2002

NOEMA Staff

Contrariamente a quanto si crede, la condivisione di canzoni, tipo Napster e derivati, non riduce la quantità di soldi che ognuno stanzia per comperare i CD. Questa conclusione - a cui anche altri erano peraltro già arrivati - è il risultato di uno studio pubblicato da JMM (Jupiter Media Metrix), una società di analisi specializzata in argomenti inerenti al web, organizzatrice di PLUG.IN (vedi su Noema), settimo forum sulla musica online, che si terrà a New York l'8 e 9 luglio prossimi. Dunque si tratta di uno studio molto competente.

Le case editrici di musica piangono e la IFPIU (International Federation of the Phonographic Industry), una delle loro associazioni, ha recentemente comunicato che il 2001 è stato il primo anno di declino di vendite dal 1980 (del 5%). Tuttavia secondo JMM si tratta di un rallentamento fisiologico ciclico del settore musicale: il suo studio ha trovato infatti che il 19% degli utenti online ha aumentato la cifra destinata alla musica mentre il 10% l'ha diminuita.
"Le major dovrebbero smettere di demonizzare il file sharing e studiare soluzioni di marketing e distribuzione gradite agli utenti" è la conclusione di JMM.














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