Sembra che la tecnologia del futuro, per i monitor LCD, si chiami OLED (Organic Light Emitting Diode). Questa tecnologia, di cui Noema in passato si è già occupata, è un'evoluzione degli schermi a cristalli liquidi, con la differenza che gli OLED assorbono molta meno energia. Inoltre i monitor OLED sono privi di emettitori di luce, sono molto più sottili e leggeri degli LCD tradizionali, hanno una bassa inerzia nell'accensione e nello spegnimento dei pixel, la capacità di operare in un arco di temperature maggiore rispetto agli LCD e di fornire una visibilità superiore.
Philips è stata la prima a costruire questo tipo di monitor. I suoi primi display OLED sono monocromi e a matrice passiva, destinati soprattutto a PDA e a cellulari. Tuttavia in futuro la tecnologia OLED si estenderà anche ai monitor dei PC desktop e dei portatili, ma potrebbe essere applicata ad altri prodotti, come PDA da polso, sistemi di guida per automobili, caschi con schermo digitale integrato, pannelli pubblicitari stradali, sistemi medicali, display tascabili e arrotolabili per computer, televisori ultrasottili da parete.
Al di fuori di Philips, a Taiwan e in Sud Corea sono pochissime le aziende impegnate nello sviluppo dei display OLED, nonostante che una cinquantina di esse si dica interessata a investire massicciamente nel settore.
Al dipartimento OLED di Samsung Electronics sono convinti che i costi siano i problemi maggiori. Tuttavia lo sviluppo della tecnologia sarà rapido, consentendo a questa soluzione, entro dieci anni, di essere preferibile a quella LCD tradizionale. Sempre secondo Samsung, dal 2005 si vedranno i primi schermi OLED nei televisori, con i marchi di Sony e Toshiba.
Il mercato mondiale degli OLED è stimato in 100 milioni di dollari per il 2002, ma entro cinque anni crescerà fino a 2,8 miliardi di dollari, cominciando dai settori dei telefoni cellulari e dei palmari che a poco a poco sostituiranno gli schermi LCD.
Sempre nel settore LCD, LG.Philips, la joint venture tra le due società dedicata alla produzione di schermi di questo tipo, ha presentato una nuova tecnologia per gli LCD tradizionali, in grado di restituire colori più brillanti, di incrementare la luminosità (di circa il 35%), di garantire maggiore velocità di risposta dei pixel e meno sfarfallio dello schermo (il flickering dell'immagine si riduce del 35-40%). Questi miglioramenti sono resi possibili dall'utilizzo del rame al posto dell'alluminio nella circuiteria dei display, e anche se il cambiamento comporta una maggiore sofisticazione nei sistemi di assemblaggio determina vari benefici, tra i quali ci sono anche i costi che sono del 40% più bassi rispetto ai display con circuiteria in alluminio.
Toshiba ha invece annunciato di avere implementato una tecnologia capace di produrre schermi a cristalli liquidi flessibili e sottilissimi, la cui produzione in serie dovrebbe iniziare entro il 2004. Questa tecnologia permette la riproduzione di immagini a milioni di colori su un supporto SVGA di spessore di 0,4 millimetri, una dimensione che va da un quarto a un quinto di quella dei migliori LCD attuali. Questi film LCD sono inoltre molto flessibili, dunque più resistenti agli urti ma anche modellabili e piegabili. Tra i primi impieghi potrebbero esserci schermi di installazioni video pubbliche, che necessitano di display curvi, e applicazioni in aeroporti e stazioni ferroviarie.