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Tecnologie e Società

 

Suoni e simulazioni
09/06/2002

NOEMA Staff


E' possibile creare illusioni - o simulazioni - acustiche che sono migliori dei suoni reali. Alcune nuove scoperte hanno infatti rivelato che è possibile generare imitazioni di suoni reali che sono molto più convincenti delle registrazioni dirette dei suoni stessi. Questi risultati potrebbero anche aiutare a comprendere come il cervello trae i significati dalle esperienze.

Quasi tutti i suoni e i rumori che sentiamo nei media (radio, TV, cinema...) sono creati da tecnici dei suoni, e siccome molti effetti sonori sono irrealizzabili in uno studio i tecnici devono ricorrere a surrogati. Il crepitare di un fuoco, per esempio, può essere imitato stropicciando del cellophane. Siccome gli effetti sonori posseggono caratteristiche acustiche molto diverse da quelle delle loro controparti reali, gli psicologi Laurie Heller e Lauren Wolf della Brown University di Providence, a Rhode Island (http://www.brown.edu/) hanno deciso di identificare gli elementi che fanno riconoscere un rumore. I risultati della ricerca sono stati descritti al congresso dell'Acoustical Society of America, tenutosi a Pittsburg.

I ricercatori hanno chiesto a dei volontari di ascoltare in cuffia alcuni suoni familiari (come quello di un vetro che si rompe) insieme alle loro imitazioni. Nella maggior parte dei casi gli ascoltatori sono stati capaci di riconoscere il suono reale, ma alcune imitazioni sono risultate così convincenti da ingannarli. I ricercatori sono poi partiti dalle migliori simulazioni e hanno cercato di renderle ancora più convincenti. I suoni che hanno ingannato più spesso i volontari sono stati quelli di una passeggiata nel fango (simulata schiacciando giornali bagnati), di una passeggiata fra le foglie (simulata muovendo le dita in un bicchiere di cornflakes) e della rottura di uova (simulata piegando della carta vetrata). Oltre il 70 per cento delle volte gli ascoltatori hanno giudicato i suoni simulati più convincenti di quelli reali. Secondo i ricercatori, evidenziare le componenti più "lente" di un suono consente di migliorare la percezione di alcune azioni, come il camminare, mentre evidenziarne la porzione più "veloce" favorisce l'identificazione dei materiali coinvolti nell'evento sonoro.

http://www.brown.edu/














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