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Tecnologie e Società

 

Schede perforate
27/06/2002

di Simona Caraceni


Per immagazzinare i nostri dati presto potremmo ritornare ad usare le schede perforate.

Alcuni ricercatori dell'IBM di Zurigo hanno ideato un sistema che permette di immagazzinare oltre un terabit di dati su di un chip di poco più di un centrimetro quadrato. La tecnica innovativa si basa sul principio di scrivere i dati sotto forma di microscopici fori, creati da una punta posta su di un braccio meccanico di ultra-precisione, che può a sua volta leggere e modificare i dati scritti su di una scheda di plexiglass posta su di un substrato di silicio. Ad oggi la sperimentazione del dispositivo si è spinta fino a creare un sistema a 1024 bracci con punte surriscaldate a 400 gradi, che creano fori di 40 nanometri, immagazzinando 200 gigabit nello spazio di 6 cm quadri . Per cancellare i dati la punta surriscaldata si va a posizionare sul foro richiudendolo. Gli studiosi affermano che si può arrivare a creare fori più sottili aumentando la capacità di scrittura dati. Il direttore del progetto "millepiede" Peter Vettiger sostiene le potenzialità della tecnica nel campo dei dispositivi portatili. Un prototipo potrebbe essere disponibile già l'anno prossimo.

Maggiori particolari saranno resi noti dalla rivista "Transactions on nanotechnology" di prossima uscita.














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