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Tecnologie e Società

 

CD: il pericolo viene dai tropici
13/07/2001

di Giovannibattista Pallavicini

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

Non si tratta di un virus informatico, ma di un vero e proprio fungo organico che attacca le tracce dei CD, distruggendo i dati in essi contenuti. C'e' di che temere per i nostri backup? Pare di no.

Se abbiamo sempre temuto per i dati contenuti nei nostri PC a causa dei virus informatici che potevano danneggiarli irrimediabilmente, ora non possiamo nemmeno stare piu' tranquilli eseguendo copie periodiche di bakcup su CD. Nature.com ha infatti rivelato una scoperta avvenuta per caso che svela i danni irrimediabili causati da un fungo a un supporto di archiviazione ottica.

Il pericoloso microorganismo solitamente attacca come parassita piante, animali e occasionalmente l'uomo, ma pare che si trovi particolarmente a suo agio anche lungo le tracce incise su di un CD. Si anniderebbe infatti all'interno dei pit o microsolchi presenti sul dispositivo ottico che rappresentano i dati archiviati e si nutrirebbe dello strato di carbonio di cui e' costituito il disco. In tal modo finirebbe con il rosicchiare letteralmente i dati presenti sul CD e renderlo pertanto illeggibile.

I primi sintomi di una tale infezione sono rinvenibili nella sostanziale perdita di colore del fondo del disco che diviene via via piu' trasparente fino a perdere del tutto i dati su di esso contenuti e le sue proprieta' di scrivibilita'.

C'e' di che preoccuparsi seriamente? Non si direbbe proprio a meno che non viviate ai tropici o a Cuba: il fungo infatti vive e prolifera quasi esclusivamente in ambienti molto caldi e particolarmente umidi, come appunto i Paesi caraibici. Ma se siete ai Caraibi probabilmente avrete di meglio da fare che smanettare con i CD!














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