Una ricerca condotta all’Università di Buffalo e pubblicata sull’autorevole “Phisical Review” apre orizzonti insperati nella miniaturizzazione degli Hard Disk. Applicando il principio della magnetoresistenza balistica (BMR) due ricercatori, Harsh Deep Chopra e Susan Hua, hanno dimostrato come un sensore di nichel delle dimensioni di pochi atomi di diametro aumenti le capacità di immagazzinamento dei dati ad un fattore 1000, rendendo possibile stivare un terabit nello spazio di cinque centimetri quadrati.
Il trucco è presto spiegato: abbandonando il campo della magnetoresistenza gigante (GMR), il principio attualmente impiegato nella memorizzazione dei dati su supporto magnetico, ed aprendo la sperimentazione ai cambiamenti magnetici di singoli atomi, ed anche al loro “spin”, i bit vengono scritti sul supporto in spazi estremamente più ristretti di quelli impressi fino ad ora, ed in maniera estremamente più affidabile.
Il nuovo sensore di Chopra e Hua consente infatti un cambiamento di resistenza incredibilmente grande utilizzando un campo magnetico debole, ed addirittura a temperatura ambiente.