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Tecnologie e Società

 

Indymedia e Panorama, un caso su cui riflettere
22/09/2002

di Pier Luigi Tolardo

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

In un servizio sul Cyberterrorismo pubblicato da Panorama si cita il noto sito di controinformazione Indymedia. Il rischio è quello che si associ libertà di critica nella Rete a terrorismo: un'operazione inaccettabile.

Nel numero del 15 Agosto il settimanale pubblica un'inchiesta sulla possibilità che la prevista ripresa del terrorismo "rosso", in concomitanta ad un autunno caldo e ricco di tensioni e conflitti sociali, abbia un nuovo fronte: la Rete. Secondo il settimanale i nuovi terroristi delle "nuove Br" (l'articolo si intitola "C'è posta per le Br") si servirebbero di siti, anche porno, e di e-mail per tenere i contatti e le fila dell'organizzazione e per farsi propaganda.

Nell'articolo viene citato anche il sito Indymedia, considerato uno siti più autorevoli e seguiti dell'area che possiamo definire No Global, collegato a una catena internazionale di siti, organi di stampa, radio indipendenti e alternative: vengono inserite immagini del sito accanto al titolo e viene, quindi, indicato, implicitamente, un legame tra Web dei No Global e terrorismo on line.

Indymedia, molti lo ricorderanno, ha permesso, anche con il sacrificio personale di suoi collaboratori, di avere dei fatti della Genova del G-8 la versione non ufficiale che è poi stata riconosciuta come valida anche dalle indagini giudiziarie in corso.

L'articolo di Panorama può avere un suo fondamento, per quanto riguarda il possibile utilizzo del Web come rete di collegamento dei nuovi terroristi, ed è giusto che le autorità indaghino e prevengano eventuali fenomeni di questo tipo, anche se gli articolisti non portano molti (anzi quasi nessuno) dati e fatti a sostegno dei loro sospetti. Quello che è inaccettabile è la citazione di Indymedia in un articolo che parla di terrorismo che sa, invece, molto di caccia alle streghe e criminalizzazione del dissenso on line.

L'azione di Indymedia, il net-attivismo, non possono essere confusi con il terrorismo, cyber o no che sia. Chi non è d'accordo con il movimento No Global, chi non condivide tesi e contenuti di organi della cosidetta controinformazione, deve contrastarli con gli argomenti e la forza della critica ma non può accusarli di essere violenti o contigui con il terrorismo. Non sarà con la criminalizzazione del dissenso sociale e politico che si riuscirà a lottare ed a vincere contro terrorismi e violenze di ogni colore. Sarebbe corretto che ora i giornalisti di Panorama proponessero un'indagine, critica dal loro punto di vista, per spiegare e far capire ai lettori che cosa è e cosa non è Indymedia.

Non staremmo parlando di questo se Panorama non fosse uno dei settimanali d'attualità più seguiti in Italia, forse il primo in assoluto dopo Sorrisi e Canzoni Tv. Dopo essere stato, insieme a L'Espresso, negli anni '70 il settimanale simbolo della sinistra d'opposizione ai governi Dc, al centro di molte campagne che facevano emergere scandali e corruzione, è stato comprato dalla Mondadori di Silvio Berlusconi. Oggi è diretto da Carlo Rossella, il giornalista che Berlusconi avrebbe voluto al vertice della Rai, vi scrive Giuliano Ferrara, e non nasconde affatto il suo orientamento di giornale pro-Casa della Libertà.














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