Con la scusa ufficiale della prevenzione del terrorismo, l'unico risultato è il controllo completo delle comunicazioni tra privati cittadini.
Statewatch, un'organizzazione che controlla le minacce alle libertà civili all'interno dell'Europa, in questi giorni sta diffondendo la notizia secondo la quale i governi europei stanno progettando di mettere sotto controllo sia il traffico Internet che quello telefonico. Il tutto, a quanto pare, per un periodo che varierà fra i dodici ed i ventiquattro mesi, naturalmente con la collaborazione di Internet provider e compagnie telefoniche.
A quanto pare il Parlamento Europeo sta discutendo e votando i cambiamenti fondamentali dell'articolo 1997 EC sulla segretezza nelle telecomunicazioni, modifica grazie alla quale sarà possibile per le agenzie di applicazione della legge accedere a tutte le nostre comunicazioni. Copia di questo documento è stata inviata anche a Statewatch, che in qualità di ente che tutela i diritti dei cittadini ha deciso di osteggiare questa nuova possibilità di seguire sempre da più vicino tutti i nostri movimenti. La scusa ufficiale per introdurre queste norme di controllo è la necessità di "affrontare il terrorismo": le agenzie di applicazione di legge devono secondo i nostri governanti avere accesso a tutti i dati di traffico (comunicazioni telefoniche, e-mail, fax e Internet) per le loro indagini criminali.
Il Parlamento Europeo, come già detto, attualmente sta dibattendo i cambiamenti dell'articolo 1997 EC sulla segretezza nelle telecomunicazioni, articolo che regolamenta l'archiviazione dei dati riguardanti le comunicazioni: attualmente questi dati possono essere tenuti solo al fine di calcolare i costi per la fatturazione, e poi devono essere eliminati. Dopo la modifica di cui stiamo parlando la situazione sarà ben diversa: le aziende di telecomunicazioni saranno obbligate a mantenere i dati sulle nostre comunicazioni per i periodi già citati. Il tutto forse già dalla fine di settembre, mese in cui la norma sull'archiviazione dei dati verrà riesaminata e probabilmente riscritta.
Questa decisione ci vuole tutti costantemente sotto l'attento occhio (o forse sarebbe meglio dire orecchio) delle forze di Polizia che di tanto in tanto amano controllare quello che fanno tutti i cittadini, e non solo quelli che sono indagati per aver commesso qualche reato. L'unica speranza per i cittadini è che le forze di Polizia siano sempre obbligate a ottenere un mandato prima di poter prendere visione dei nostri dati, accedervi cioè solo in caso di reale necessità e non a campione, come invece pare sarà. Il Parlamento Europeo, tuttora, non ha ancora risposto alle preoccupate richieste di chiarimenti mosse da Statewatch.