Il Ministro delle Attività Produttive emana un decreto che dovrebbe essere contrastare lo spamming; in realtà è inefficace e rischia di favorire gli abusi.
Il Ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano ha emanato un decreto legge sul commercio elettronico in quanto competente in materia, avendo il suo dicastero accorpato i poteri dei Ministeri dell'Industria, del Commercio e del Commercio con l'Estero.
In positivo del decreto si può dire che ha introdotto il diritto del consumatore ad avere procedura di tutela on line per acquisti fatti per via telematica. Putroppo si deve dire, in negativo, che il decreto interviene in materia di spamming senza attendere che l'istruttoria attualmente in corso presso il Garante della Privacy abbia termine, e quindi senza recepirne le conclusioni.
Si tratta di norme non concertate nemmeno con l'Autority per le Comunicazioni, né con le principali Associazioni dei Consumatori. Il decreto, infatti, non introduce particolari sanzioni a carico di chi pratica lo spamming e riduce tutto a norme troppo blande.
Si precisa che le comunicazioni commerciali devono recare chiaramente il soggetto che le promuove ma, anzichè stabilire che è sempre vietata la comunicazione commerciale via e-mail senza consenso esplicito, ci si limita a richiedere che la comunicazione non sollecitata dichiari questa caratteristica nell'oggetto della mail.
Non si parla nemmeno di particolari vincoli per internet provider e servizi di posta elettronica in materia e si istituisce un registro in cui ci può registrare, per via telematica, nel caso non si voglia ricevere pubblicità non richiesta.
È un po' poco se si vuole lottare in modo deciso contro lo spamming e il crescente spreco di risorse a cui condanna milioni di navigatori.