Il sottomarino guidato via Internet e dotato di un sistema "peer to peer" partirà per una nuova missione.
Romeo - questo il nome di battesimo - è un prototipo di robot sottomarino (dimensioni 90x90x130 cm, peso 400 kg) progettato nei laboratori del Centro Nazionale per la Ricerca (CNR). Partendo qualche mese fa per esplorare i ghiacci della baia di Terra Nova si è portato con sé l'appellativo "e-", ormai presente in tutte le attività umane: e-learning, e-commerce, e-business... quindi e-robot. La rete arriva anche in fondo al mare...
In questo viaggio Romeo era infatti dotato di un cavo ombelicale di fibra ottica che consentiva il controllo remoto attraverso il web. In realtà l'innovazione "e-" è quella che ha causato, durante la missione, i maggiori problemi di gestione. Dal fondo del mare errori di trasmissione hanno infatti provocato difficoltà di lettura dei dati.
Ora gli esperti del CRN sono sicuri di aver risolto il problema attraverso l'utilizzo di un sistema "peer-to-peer" per garantire l'alta affidabilità del collegamento, rendendo così migliore l'interazione con l'e-robot. È stato inoltre realizzato un link a banda larga con le più avanzata rete di comunicazione tra i vari laboratori europei per la ricerca che si chiama GEANT (Gigabit European Academic Network).
Questa meraviglia della tecnologia dotata non solo di collegamento al web, ma anche di organi di senso, propulsione e manipolazione e in grado di operare in ambienti non strutturati caratterizzati da incertezza (e i fondali oceanici possono essere considerati ambienti estremi) è già alla sua terza missione. Nel 1997 è partita infatti per l'esplorazione dell'Antartide nell'oceano di Baia Nova, qualche mese fa è stata la volta della baia di Terranova, ora tocca ai fondali artici di Kongsfjord.
Aspettiamo impazienti la partenza (ma soprattutto il ritorno) di Romeo, importante esempio di robotica controllata dal web perché ci dia notizie utili sui fondali marini.