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Tecnologie e Società

 

Euromonete tossiche
25/11/2002

di Paolo Attivissimo

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

Se siete costretti a maneggiare frequentemente gli euro e notate che vi si arrossano le mani, parlatene con il vostro dermatologo.

Ringrazio un lettore (maspi) per avermi segnalato questo caso davvero interessante. Circola un e-mail che riporta un articolo di Science News, secondo il quale le monete bimetalliche da uno e due euro rilascerebbero una quantità di nichel, noto allergene per la pelle, fino a 320 volte maggiore del livello permesso dagli standard europei.

Detta così, la notizia puzza di bufala lontano un miglio: possibile che i cervelloni che hanno progettato l'euro in tutti i più minuziosi non abbiano pensato alle allergie da nichel, che sono un fatto noto e piuttosto diffuso? Infatti basta visitare siti istituzionali, come l'Agenzia delle Entrate per scoprire che è un "fenomeno ormai noto" che ci sono "reazioni allergiche che moltissime persone presentano al contatto prolungato con il nichel". La consapevolezza di questa condizione ha infatti "comportato l'uso limitato di questo metallo nell'Europa della moneta unica. È stata in particolare la Svezia a chiedere di ridurre al minimo la presenza del nichel nelle monete europee, a favore di una lega a base di rame, il cosiddetto "nordic gold"."

Infatti stando al sito della Banca Centrale Europea le monetine da uno a cinquanta centesimi non contengono nichel, ma sono in acciaio ricoperto di rame o in "nordic gold" (una lega che non contiene nichel). Le uniche che contengono nichel sono quelle da uno e due euro: la moneta da due euro ha una parte esterna in rame-nichel e una parte interna in tre strati (nichel-ottone, nichel, nichel-ottone) e quella da un euro ha una parte esterna in nichel-ottone e una parte interna in tre strati (rame-nichel, nichel, rame-nichel). Quindi se un rischio nichel esiste, è limitato alle monete da uno e due euro.

Il fatto è che i progettisti dell'euro hanno sì tenuto conto del problema dell'allergia al nichel, prevedendone un contenuto molto basso. Tracce della loro consapevolezza del problema si trovano ad esempio in un documento dell'Europarlamento del 1998 in cui risulta che fu avviato uno studio per determinare se l'uso del nichel avrebbe causato allergie e dermatiti. Lo studio concluse che vi era un "basso rischio" in proposito, ma che i dati disponibili erano scarsi. Pertanto il Comitato Affari Economici, per prudenza, dispose che nessuna moneta avesse nichel in superficie, ossia nella zona che poteva entrare in contatto con la pelle degli utenti.

Insomma, i geni della nuova moneta sapevano del problema e hanno fatto il loro dovere, adottando una soluzione estremamente cauta. Fine dell'indagine, andiamo a casa tranquilli? Macché. Infatti la notizia è autentica.














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