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Tecnologie e Società

 

La truffa Bancomat
11/02/2003

di Paolo Attivissimo

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

La tessera magnetica rimane incastrata nello sportello automatico, tu provi a digitare nuovamente il codice ma...

Il racconto è di quelli che speriamo di non dover vivere mai in prima persona. "Volevo raccontarvi una cosa che mi è accaduta lo scorso sabato e di cui sarebbe meglio voi foste a conoscenza, visto che la polizia mi ha detto che si tratta della truffa del momento. Ho inserito il bancomat nello sportello per ritirare i soldi e lo sportello sembrava non riconoscere la carta, tanto che la schermata iniziale non si modificava."

Così inizia l'appello che sta imperversando in questi giorni (ha iniziato a circolare, secondo le mie indagini, nella seconda metà di gennaio). Il malcapitato prosegue la narrazione descrivendo la sua reazione violenta e distruttiva: "Ho lottato circa 10 minuti per riavere la carta, schiacciando tutti i tasti e dando botte allo sportello. Solo alla fine la carta è venuta fuori ed insieme alla carta si è rovesciata anche la mascherina nera con la fessura per infilare la carta. Attaccato allo sportello ho notato un'altra mascherina nera (quella vera)."

Insomma, il Bancomat è truccato. L'appello spiega anche il meccanismo della truffa: "In sintesi la truffa si svolge in questo modo. La mascherina falsa viene attaccata sopra quella vera (e non si vede per niente). Attaccata alla mascherina falsa c'è una banda nera magnetica che va ad oscurare (una volta che la carta è inserita) tutte le cifre della carta: in questo modo lo sportello non riesce a leggere la carta e si blocca."

Dulcis in fundo, compare uno stereotipo delle truffe: il Falso Buon Samaritano. "Mentre tu lotti per riavere la carta, un tizio ti si avvicina e ti domanda cosa sia successo. Quando tu rispondi che il sistema si è bloccato, lui prima ti consiglia di provare a digitare il codice (e nel frattempo lo memorizza) e poi - saggiamente - ti dice di ripassare il giorno dopo direttamente in banca e di ritirare la carta. Tu ti allontani e lui sfila la seconda mascherina con tutta la carta."

Il malcapitato (anzi, la malcapitata, come si scopre adesso) conclude con un epilogo ammonitore: "Quando sono andata a denunciare la cosa, la polizia mi ha detto che si tratta della truffa del momento. State attenti: se la carta si impalla, prima di andare via controllate la seconda mascherina Per fortuna nel mio caso la tessera è uscita per cui non mi è successo nulla."

Ironia a parte, pur essendo priva di qualsiasi riferimento a posti o date che consentano di autenticarla in qualche modo, e pur essendo estremamente vaga nei suoi contenuti, non me la sento di classificarla come bufala fatta e finita. Dopotutto ha un certo valore come monito: truffe di questo genere accadono veramente, come riportato da alcuni giornali, che cito nel dossier antibufala completo che trovate qui .

Certo che l'ingenuità di chi digita il proprio codice Bancomat in presenza di un estraneo, addirittura in modo che l'estraneo possa vederlo e memorizzarlo, meriterebbe qualche commento caustico, ma mi trattiene dal farlo l'attenuante dell'angoscia che proviamo tutti quando siamo di fronte a una macchina ottusa e mettiamo in gioco quel pezzetto di plastica così vitale per la nostra vita frenetica.

Se questo appello aiuta a svegliare gli ingenui e renderli un po' meno imprudenti, ha una sua utilità e una sua lezione di base: se vi si incastra la tessera del Bancomat, non digitate il vostro PIN. E non fidatevi degli sconosciuti!


C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net . Questo messaggio può essere distribuito e pubblicato liberamente se non si trae lucro dalla sua distribuzione e se non ne viene alterato in alcun modo il contenuto.














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