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Tecnologie e Società

 

Verso i computer quantistici
05/03/2003

di Azzurra Pici


I ricercatori Raymond Laflamme e Emanuel Knill del Los Alamos National Laboratory (http://www.lane.gov/worldview/) e Gerard Milburn del Centre for Quantum Computer Technology (http://www.phisics.uq.edu.au/quant_comp_tech/) dell'Università australiana del Queensland hanno fatto una proposta: utilizzare dispositivi convenzionali come emettitori di fotoni singoli e rivelatori molto sensibili. L'idea è apparsa in un articolo su "Nature" e consiste nell'utilizzare i quanti di luce - i fotoni appunto - per elaborare l'informazione quantistica. Fino ad ora tale idea è rimasta legata alla necessità di usare componenti ottici non lineari in grado di far agire i fotoni l'uno con l'altro ma gli attuali dispositivi di questo tipo non sono ancora pronti al calcolo quantistico. E qui si colloca la proposta di Knill, Laflamme e Milburn. Il metodo di sfruttare i dispositivi convenzionali come emettitori di fotoni permetterebbe quindi di costruire dispositivi funzionanti a temperatura ambiente e per questo integrabili nei convenzionali calcolatori.

Dice Knill a questo proposito: "E' opinione diffusa che un'ottica senza elementi non lineari non sia più potente dei computer convenzionali già esistenti. Il nostro metodo di misurazione dello stato quantistico del sistema che codifica le informazioni lo altera in modo irreversibile, ma è possibile ancora utilizzare il calcolo quantistico".

Il Los Alamos National Laboratory è stato da sempre un leader nel campo del calcolo quantistico sia teorico che sperimentale. Ad esempio nel 1999 fu in esso creato un computer quantistico da tre qubit sfruttando tecniche di risonanza magnetica su molecole di tricloroetilene e già nel 2000 vi nacque il primo dispositivo da sette qubit. Un calcolatore quantistico funzionante potrebbe finalmente risolvere in breve tempo problemi computazionali, come la fattorizzazione di numeri molto grandi.



[Nell'ambito dell'attività laboratoriale 2002/03 dei Corsi di Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa e di Progettazione di contenuti per i nuovi media (Università di Bologna, MUSPE), realizzata in collaborazione con NoemaLab]














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