La rivista "Science" (http://www.sciencemag.org/) ha pubblicato tempo fa un articolo sulla questione della "congestione" spaziale. Tale fenomeno è dovuto al fatto che satelliti e sonde spaziali nei prossimi anni raccoglieranno così tante informazioni nello spazio che non saranno più in grado di inviarle tutte sulla Terra. Una facile soluzione al problema potrebbe essere quella di sostituire le tradizionali onde radio per le comunicazioni con l'uso di particolari laser. Alcune delle prossime sonde NASA saranno dotate di camere CCD così potenti da sostenere oltre un miliardo di pixel e quindi diversi gigabit di informazione al secondo; tuttavia gli attuali sistemi di comunicazione radio hanno la capacità di trasmettere dati per circa un centesimo di quest'informazione.
Dice a questo proposito Martin Harwit, ricercatore alla Cornell University di Ithaca (http://www.cornell.edu/), nello Stato di New York: "Siamo alla vigilia di una crisi. La velocità di raccolta dei dati è destinata a crescere sempre più, ma in pochi si sono preoccupati dei dispositivi necessari a ricondurre le informazioni sulla Terra". Si tratta di un problema di larghezza di banda. Trasmettere su più frequenze contemporaneamente significa trasportare più informazioni.
Tuttavia l'intervallo di frequenze radio in grado di attraversare l'atmosfera terrestre è insufficiente a trasmettere vari gigabit di dati al secondo. Una soluzione potrebbe essere quella del "filtro dei dati", ma si pensa che i laser siano la risposta più esauriente al problema. Il costo totale per un'operazione di passaggio dall'uno all'altro metodo potrebbe essere compreso tra i 300 e i 400 milioni di dollari e il vantaggio principale sta nel fatto che la maggior parte della tecnologia occorrente è già stata proposta dall'industria delle fibre ottiche.