SETI@home, alla ricerca della vita aliena da casa
09/05/2003
di Azzurra Pici
A partire dal mese di marzo, alcuni ricercatori dell'Università della California di Berkeley (http://www.berkeley.edu/) useranno il più grande radiotelescopio del mondo, quello di Arecibo, a Porto Rico, per osservare i 150 segnali più promettenti provenienti dallo spazio. Lo scopo di questa ricerca è trovare vita su altri mondi. Il progetto, partito da quasi quattro anni, si chiama SETI@home (http://setiathome.ssl.berkeley.edu/) e l'enorme quantità di dati da studiare ed elaborare è stata suddivisa tra migliaia di computer domestici nell'intero pianeta. Per avere l'idea della grande mole di informazioni da smistare, basti pensare che fino ad adesso una piccola antenna sul telescopio di Arecibo ha già raccolto 3500 gigabyte di onde radio provenienti dallo spazio stellare.
Lo scienziato a capo del progetto, Dan Werthimer, prevede di stabilire un contatto con extraterrestri entro i prossimi cent'anni, pur chiarendo che "c'è una probabilità su 10000 di trovare una civiltà aliena". Egli dice comunque di essere ottimista, anche se finora la ricerca si è mossa verso la direzione sbagliata. D'altra parte Ian Morrison, ricercatore del SETI, crede che esista una forte possibilità che noi siamo l'unica civiltà avanzata della galassia e che comunque, per accertarci dell'esistenza di alieni, essi dovrebbero rivelare la loro presenza trasmettendo verso di noi.