Rivestimenti architettonici di celle solari
13/05/2003
di Azzurra Pici
Una fonte di tutto rispetto come Spheral Solar (http://www.spheralsolar.com/) di Cambridge, nell'Ontario, afferma che con molta probabilità in futuro i palazzi verranno rivestiti di un materiale flessibile capace di generare energia. La società canadese ha sviluppato e messo a punto il materiale in modo che esso possa avvolgere edifici di qualsiasi forma e aumentare la possibilità di sfruttare l'energia solare. Nessun ammonimento quindi per gli architetti che potranno continuare a progettare palazzi curvi e asimmetrici senza doversi preoccupare dell'installazione dei pannelli a lavoro ultimato. E poi, chissà, un giorno anche cellulari e altre tecnologie a batterie potrebbero essere avvolti da questi speciali "vestiti" per ricaricarsi in continuo.
La qualità vincente di questo materiale è una base non rigida di silicio, tipica invece delle tradizionali celle solari. La sua base è invece costituita da migliaia di perline di silicio che funzionano autonomamente da minuscole celle solari. Ogni perlina è stretta fra due sottili strati di alluminio, sigillate in entrambi lati con plastica e assorbe luce dal sole convertendola in elettricità. Il silicio adoperato in questa operazione è quello scartato dall'industria dei microprocessori che, fuso a forma di sfera, per ogni piccola cella raggiunge il diametro di circa 1 millimetro.
Dopodiché il silicio viene "drogato" con atomi di boro e trasformato in un semiconduttore di tipo "p"(positivo). Questo negli strati interni; in quelli esterni vengono diffusi atomi di fosforo per ottenere un materiale di tipo "n" (negativo). La giunzione di p-n crea così un campo elettrico e una corrente elettrica.