Un microprocessore di silicio potrebbe essere utilizzato per rimpiazzare l'ippocampo, luogo del cervello di immagazzinamento dei ricordi. E' quanto affermano alcuni scienziati americani che a breve inizieranno a sperimentare l'apparecchio su cervelli di topo. Qualora gli esperimenti funzionino, entro sei mesi saranno rivolti a topi vivi, poi a scimmie addestrate in esercizi di memoria e infine all'uomo. L'obiettivo degli scienziati non è solo quello di simulare l'attività del cervello (cosa che già fanno alcuni attuali apparecchi), ma di mettere a punto una vera e propria protesi di silicio capace di rimpiazzare tessuti celebrali danneggiati.
Tuttavia non bisogna dimenticare che la struttura del cervello influisce sull'umore, sulla coscienza e sulla consapevolezza, insomma su aree collegate all'identità di una persona. In più, non è ancora chiaro come l'ippocampo lavori. Di certo è che è un'area alla base del cervello nelle vicinanze della giunzione con il midollo spinale e che "decodifica" le esperienze immagazzinandole nelle memorie a lungo termine di altre parti del cervello. L'ippocampo artificiale, realizzato in dieci anni di studi dai ricercatori dell'Università della California Meridionale (http://www.usc.edu/) di Los Angeles, si limita a simulare il comportamento di quello naturale mediante il modello matematico costruito grazie alle ricerche sul funzionamento del cervello dei topi.
L'intero studio è stato presentato tra il 20 e il 22 marzo alla Conferenza di Ingegneria Neurale (http://www.dartmouth.edu/_ne2003/), tenutosi a Capri.