Grokster e Morpheus non infrangono la legge sul copywright
28/05/2003
di Azzurra Pici
Secondo una sentenza pronunziata dal giudice distrettuale di Los Angeles Stephen V. Wilson, i siti Grokster e Morpheus non infrangono la legge sul copywright. Una volta ogni tanto, quindi, le major sia discografiche che cinematografiche statunitensi hanno perso in tribunale: le due società Internet Grokster e StreamCast Networks accusate di favorire il commercio illecito di canzoni e film mediante i loro siti sono state ritenute non colpevoli del reato, a differenza di quanto era avvenuto per Napster.
Il motivo di questa sentenza sta nel fatto che entrambe le compagnie, rendendo disponibile la loro piattaforma di file-sharing, non hanno infranto né infrangono la legge sul copywright perché "non controllano direttamente l'interscambio di file musicali e video".
Se però da un lato tutto ciò rappresenta un duro colpo per il settore dell'intrattenimento che era abituato a vincere sul campo di cause simili, dall'altro si tratta sicuramente di una buona notizia per il popolo della Rete che è stato privato, nell'estate del 2001, di Napster, il sito Internet padre dello scambio gratuito di file musicali. La differenza tra quest'ultimo e i due siti vincitori in questione, dice il giudice Wilson, consiste nel fatto che Napster ospitava "una lista centrale dei file disponibili negli archivi dei computer degli utenti diversamente dai sistemi Grokster e Morpheus i quali mettono solamente in comunicazione due computer posti a distanza l'uno dall'altro".