I ricercatori dell'Università del Michigan (http://www.umich.edu/) hanno pubblicato sulla rivista "Science" (http://www.sciencemag.org/) un articolo molto interessante su una grande sfida. Si tratta di un lavoro fatto per trovare il miglior modo per immagazzinare grandi quantità di idrogeno a temperatura e pressione normale per poter alimentare apparecchi tecnologici vari.
A tal proposito si pronuncia un chimico che lavora al progetto ormai da dodici anni, Omar Yaghi: "L'idrogeno è un combustibile ideale perché quando brucia produce solo acqua e non inquina. Ma come è possibile immagazzinare abbastanza idrogeno da alimentare un automobile per 500 Km senza dover fare rifornimento? Non si può semplicemente riempire il serbatoio della macchina, bisogna concentrare l'idrogeno in un volume molto piccolo (?). La nostra idea è di creare materiale poroso che attragga l'idrogeno". Questi tipo di materiali, chiamati strutture metallo-organiche (MOF, Metal Organic Frameworks) o spugne cristalline microporose non sono costosi da ottenere, in quanto derivati da ossido di zinco e tereftalato. Le loro strutture hanno una grandissima area superficiale, basti pensare che un grammo di MOF ha un'area corrispondente a quella di un campo di football.
In più i ricercatori hanno scoperto il metodo per poter aumentare le capacità di stoccaggio del materiale: "Il materiale che stiamo studiando può assorbire il 2% del proprio peso in idrogeno, ma abbiamo identificato il modo per portare questo valore fino al 6%". Si pensa che i MOF siano superiori alle leghe di idruri metallici utilizzate negli esperimenti per lo stoccaggio di idrogeno. Afferma ancora Yaghi: "Il problema degli idruri è che l'idrogeno è legato chimicamente al metallo, il che richiede di pressurizzare il materiale per caricarlo di idrogeno e di riscaldarlo per liberare il combustibile. Con un MOF, l'idrogeno è assorbito fisicamente, non chimicamente, così è più facile liberarlo senza un gran dispendio di energia".