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Tecnologie e Società

 

La7 e il web
01/09/2001

di Pier Luigi Tolardo

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

La maggiore attesa rispetto alle eventuali novità che il nuovo gruppo dirigente di Telecom Italia introdurrà, dopo l'acquisizione da parte di Pirelli-Benetton, è se e come verrà proseguita l'operazione 'La7'. Il progetto di costituire un terzo polo televisivo, iniziato dalla coppia Colaninno-Pelliccioli, sarebbe a rischio di terminare prima ancora di essere davvero iniziato.

Secondo molti autorevoli commentatori, il progetto "La7" richiede ingenti risorse, con un ritorno sul medio-lungo periodo. Per questo motivo verrebbe abbandonato da Tronchetti Provera, nuovo presidente di Telecom Italia, che ha invece il problema impellente di ridurre il debito di Telecom. Il tutto viene effettuato acquisendo meriti politici nei confronti del centrodestra, che non ha mai visto bene Telecom nell'ex Tmc.

Un'eventuale aborto prematuro del terzo polo (progetto che però potrebbe essere continuato da nuovi acquirenti) non è un problema solo di natura politica, visto che l'allargamento del pluralismo radiotelevisivo è una necessità della democrazia. Infatti il nostro Paese si trova nella singolare circostanza, anomalia unica nel mondo, dell'identità in una unica persona del leader della maggioranza parlamentare (che controlla la Tv pubblica) e del proprietario dell'altro grande gruppo radiotelevisivo ed editoriale.

La sfida che ha lanciato l'attuale Presidente di Seat Pelliccioli di realizzare una Tv Nazionale utilizzando come base d'appoggio le risorse delle Pagine Gialle , è il voler costruire una Tv fortemente integrata con Internet, e contestualmente una Internet fortemente integrata con la Tv. Per fare questo Pelliccioli, dopo la fusione di Seat con Tin.it, è ora supportato da DelPino, ex amministratore delegato di Kataweb.

Il target è quello dei giovani navigatori della Rete; analogamente vengono scelti il linguaggio, i Format, i contenuti.

Spesso Tv e Internet vengono contrapposte in un manicheismo anche troppo facile: l'interattività contro la passività; la possibilità di partecipare sullo stesso piano, anche con pochi mezzi tecnici e finanziari, contro il "Grande Fratello"; la libertà e l'informalità contro i condizionamenti politici ed economici.

Alcuni di questi "fondamentali" dei due mezzi sono rovesciati dalla realtà, che vede una sempre maggiore omologazione della Rete a un meccanismo di concentrazione e "mercantilizzazione" (se mi si passa il termine).

Ma non è questo il punto. Il vero problema è che la Tv e Internet, o stanno insieme, o cadono insieme!

Sembra un ossimoro, invece la Tv generalista alla lunga uccide la Tv: allontana sempre più il pubblico, man mano che questo cresce e si evolve. Internet invece ha bisogno della Tv, dei suoi contenuti, della sua ancora intatta capacità di orientare gusti e tendenze.

Una vicenda come quella de "Il Grande Fratello", con tutte le sue ombre e negatività, ci ha fatto però toccare con mano cosa significa l'incrocio Tv-Internet.

Un uomo politico come Berlusconi, discutibile finchÈ si vuole, ma scaltro anche come businessman dell'industria dello spettacolo e dell'informazione, lo ha capito: da tempo parla di "Teleputer" e, da tempo, non nasconde il desiderio di un matrimonio fra la sua Mediaset e Telecom. Il problema è che poi la sua presenza sulla scena politica diventa un ostacolo e un rallentamento, in Italia, per l'incontro fra Tv e Web.

La Rai, invece, sconvolta dalle vicende politiche, non riesce a tenere il passo; come si è visto dall'esito non del tutto felice di "Serra Creativa", la società Rai, che si proponeva di realizzare commistioni e contaminazioni sul piano creativo fra Tv e Web, ha fatto un mezzo buco nell'acqua.

Per tutti questi motivi, l'iniziativa di Seat, forte del suo retroterra in Virgilio-Tin.it, potrebbe essere un interessante laboratorio... sperando che non chiuda.














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