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Barriere digitali
Innanzi tutto mi sembra importante chiarire alcuni termini: handicap, disabilità, deficit e accessibilità. Il deficit è la perdita totale o parziale di una funzione umana essenziale. Se consideriamo il caso di una persona con una paralisi alle gambe: il deficit è costituito dalla paralisi agli arti, la disabilità dalla sua impossibilità a camminare e l’handicap nasce quando l’unica maniera per accedere alla scuola o alla casa è attraverso le scale [1]. L'accessibilità non è più legata esclusivamente ad un concetto di fisicità e quindi alle barriere architettoniche, si può parlare anche di accessibilità al Web, e più in generale agli strumenti informatici, intendendo in questo caso la possibilità data a tutti gli utenti di accedere con facilità e senza limitazioni ai contenuti ed ai servizi online [2], ma anche al diritto di tutti di partecipare alla vita sociale anche attraverso internet. Nel Web avvengono comunicazioni bidirezionali e transazionali, la cui accessibilità deve essere garantita al pari del semplice accesso alle pagine come documenti. Il Web è anche il luogo della comunicazione interpersonale online; i forum, le chat, i sistemi di formazione a distanza, devono essere realizzati con l'obiettivo di una concreta fruibilità da parte di tutti. Una pagina web non accessibile è immobilizzata da misure fisse e visibile solo con un certo browser funziona quindi come un'immagine anamorfica [3] che risulta decifrabile solo a partire da un'unica prospettiva visuale che la “ricompone” e le comunica un senso. La pagina interamente accessibile sarà allora quella pagina che in modo naturale non richiede alcun requisito privilegiato e che è costruita in funzione dell’uomo, dall’uomo.
Così scriveva nel suo libro The Unfinished Revolution: Human-Centered Computers and What They Can Do for Us [4] Michael Dertouzos, uno dei padri storici del World Wide Web. Nel 1999 Dertouzos lanciò il suo progetto più ambizioso, Oxygen, in collaborazione con il laboratorio di Intelligenza artificiale del MIT, per fare in modo che i computers "siano parte del nostro ambiente come l'aria che respiriamo", accessibilità quindi come forma evoluta di tecnologia e democrazia.
Note 1) Nicoletta Castagni, Handicap e computer per l’inserimento dei disabili nella società di tutti, Milano, F. Angeli, 1998, p. 11. [back] 2) http://www.webaccessibile.org/argomenti/documento.asp?DocID=374 [back] 3) Relazione tenuta da Roberto Ellero durante il Convegno "Web senza barriere", Prato, 1 dicembre 2003, p. 19. [back] 4) Cfr. in italiano: Michael Dertouzos, La rivoluzione incompiuta, Milano, Apogeo, 2002. [back]
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