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“Due o tre cose che so di lei” (di Ars Electronica...)
“Due o tre cose che so di lei” è il titolo di un famoso film di Godard degli anni sessanta e la “lei” in questione era Parigi.
Dopo aver fedelmente frequentato Ars electronica dai primi anni 90 e alla soglia di nuovi mutamenti sia della mostra che del mondo culturale legato al digitale, mi sembra giusto citare un titolo ( di un regista che amo ) per parlare di una manifestazione che amo ( e critico ) da tanto tempo.
L’edizione 2010 di Ars Electronica si svolge nello scenario ideale dell’arte contemporanea, una fabbrica abbandonata.

Gli spazi sono immensi e le opere occupano ex scomparti desolati e affascinanti, in una atmosfera da “Stalker” di Andreij Tarkovskij.
Spazi da esplorare e dove cercare e trovare opere, design, e i vari “oggetti misteriosi ( UFO)” dell’arte digitale.
Atmosfera congeniale in cui si colloca quest’anno una sterminata quantità di lavori.
E spesso interessanti.
La mostra è enorme, e, come la Biennale di Venezia, richiede ormai un impegno di parecchi giorni per visionarla tutta.
Il tema scelto è vastissimo: “Repair”, riparazione, restauro ( e ricostruzione ) dell’ambiente.
Nella tipica forma “a intreccio” della mostra le soluzioni ecologiche come le “windowfarms” ( mini-colture di fiori e verdure in contenitori alimentati dalla luce e incorporati alle finestre ) si sovrappongono a soluzioni e dispositivi digitali applicati a vasto raggio ( a volte più allineati nel campo del design che non nella ricerca pura, come è bene precisare ) così come a significative e innovative proposte di arte digitale di tipo interattivo o sonoro.
E la mostra tende a diventare sempre più un contenitore di tutto ciò che è in vari modi collegato al “contemporaneo comunicativo”, dal design alla moda, dall’attivismo alla didattica o all’arte contemporanea ecc…
Il mondo mutato dal digitale “in digitale”?

Allora un percorso in tutte queste frammentarietà diventa nuovamente interessante, e anche un commento al digitale diventato oggi il paradigma dei linguaggi di comunicazione moderni.
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