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Sound design e Audiovisivo digitale
Sound design
Il sound design, a cui si dà quest’anno più spazio, crea alcuni dei lavori più convincenti della mostra.
I fratelli Michel e Andrè Décosterd in “Cycloid-E” strutturano lo spazio d’ascolto come una forma mobile, una scultura dove i punti spaziali cambiano continuamente e lo spazio è lo spazio acustico, testato nei suoi mutamenti e flussi in una
rotazione circolare e continua dei punti d’emissione del suono.

Nella sua semplicità formale, sia di suono che di forma, il lavoro si propone come convincente e possibile intervento urbano: una public art visiva e sonora che potrebbe collocarsi in un parco urbano o in un crocevia degli spazi socializzanti della città.
Audiovisivo digitale
Ryoichi Kurokawa lavora sulle elaborazioni video di dati visivi trasferiti in sinergia col sound design. Fa parte di quella pattuglia di cult/autori che riescono a comunicare con il pubblico attraverso la sperimentazione sound dei clubs, come con i fruitori sofisticati della musica contemporanea.
Il suo lavoro è collocabile all’interno dei live media video e descrive un paesaggio attraverso una drammaturgia di revisioni e re-mixaggi di immagini di natura, con precise scansioni ritmiche.

Ma viene superato in originalità dall’operazione completamente “live” compiuta da Ei Wada con la creativa e incisiva idea di utilizzare gli “old media” del vhs per uno straordinario “scratching” audio e video, un “live media” finalmente originale che ridisegna il rapporto con le vecchie tecnologie riscoprendone possibilità inedite e ciò facendo crea un backstage ai live media che fa intravedere possibilità di approfondimento in un area ricchissima di possibilità ma troppo spesso riduttiva nei risultati.
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