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Stato italiano e Società dell'Informazione
Stiamo vivendo anche in Italia un momento di profondi cambiamenti socioculturali, per certi versi inerenti all'avvento della Società dell'Informazione, e che ci pongono dinanzi ad una nuova rivoluzione copernicana. Al giorno d'oggi infatti l'interesse non è più focalizzato solo sui beni materiali o sulla loro produzione, ma sulle informazioni e sui servizi ad esse correlati. Ed il mezzo primario e privilegiato di trasmissione, comunicazione e scambio di informazioni è Internet. È chiaro che anche la nostra idea di Stato, o di Amministrazione della Cosa Pubblica debba cambiare, ed è in atto da alcuni anni un processo di mutamento delle Istituzioni, e di come le Istituzioni considerano l'avvento dei nuovi media di comunicazione di massa. Temi come decentramento, semplificazione, qualificazione e qualità delle prestazioni erogate non fanno più solo parte del gergo specialistico, così come nella ridda delle espressioni di uso comune accomunate dalle "e" elettronica e-learning, e-commerce, e-work... da tempo si è aggiunta anche l'espressione e-government. Al momento in cui sto scrivendo queste note, il ministro Lucio Stanca ha da poco iniziato a tenere per tutta la penisola una serie di convegni dedicati all'applicazione del piano dell'e-Government, per fare il punto della situazione sull'informatizzazione nelle singole realtà regionali, in attesa del summit di Siviglia, dove la Comunità Europea segnerà i nuovi obbiettivi del piano e-Europe per il 2002-2005. In effetti il piano e-Europe costituisce la base per tutte le innovazioni che riguardano la nostra realtà italiana, che si presenta in penultima posizione (grazie alla Grecia) rispetto al resto dell'Unione Europea. I motivi che ci portano ad essere in questa posizione svantaggiata sono complessi e multiformi, ma preciso obbiettivo del piano e-Government è trasformare la Pubblica Amministrazione italiana da strumento che distrugge valore del sistema-Italia ad un sistema di creazione del valore dello Stato, mediante una strategia nazionale organica e coerente. Politica a parte, gli obbiettivi del Piano di Azione dell'e-Government si vanno ad incastonare in una situazione di informatizzazione del Paese "a macchia di leopardo", che vede alcune zone estremamente avanzate fisicamente vicine ad altre più arretrate. Pensiamo alle nostre Comunità Montane, Enti Locali di grandi dimensioni geografiche ma di scarsa appetibilità per quanto riguarda contratti o accordi con società di telecomunicazioni, che sono come sempre il cardine della connettività e del conseguente progresso telematico ed informatico del Paese. Storicamente parlando alcune Amministrazioni Pubbliche iniziarono ad affacciarsi alla rete intorno alla prima metà degli anni novanta. I servizi che via via le Amministrazioni, per lo più Comuni che costituivano la propria Rete Civica, misero a disposizione dell'utenza sono stati: Una casella di posta elettronica (E-mail) che permettesse di stabilire contatti con gli utenti Internet di tutto il mondo e di comunicare con l'Amministrazione comunale in tempo reale, sostituendo e integrando telefono e fax. I gruppi di discussione (newsgroup) dedicati, italiani e del mondo. L'accesso alle pagine Web della "rete civica" del Comune online, con informazioni sui servizi e sulle attività del Comune e di numerosissimi enti pubblici e no-profit, espressione di realtà cittadine e metropolitane. l'accesso alle risorse della rete per scopi non commerciali, anche di autoformazione e quindi non commerciali.
Fino ad arrivare al giorno d'oggi, in cui una Rete Civica può arrivare a fornire: Contatto diretto con l'amministrazione Comunale. Routine di instradamento automatico della posta ai vari Uffici comunali, per semplificare l'impatto ed il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Motore di ricerca sulle pagine del Comune e sulla banca dati dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico. E-mail facilitata, per poter leggere da Web la posta da tutto il mondo. Accesso ai gruppi di discussione locali e mondiali. Possibilità di seguire l'iter burocratico di pratiche, ad esempio riguardanti Edilizia e attività produttive, direttamente dal computer di casa propria senza recarsi di persona presso gli uffici preposti. Servizi e transazioni con firma digitale (vedi oltre). (Su questo argomento vedi anche, su Noema, "Le reti civiche in Italia", a cura di Mattia Miani). Computer e modem sono la sola attrezzatura necessaria per il collegamento da casa che avviene al costo di una telefonata urbana, e addirittura fra poco anche i costi telefonici per questo che è a tutti gli effetti un servizio pubblico verranno annullati. E' infatti un tema dibattuto quello del fruitore dei servizi delle Pubbliche Amministrazioni, il cosiddetto Cliente dello Stato. Da poco tempo, finalmente, ci si è accorti dell'incostituzionalità del termine "Cliente", che va a scontrarsi addirittura con l'articolo 5 della Costituzione della Repubblica Italiana. L'esempio della nascita e della crescita di alcune Reti Civiche, assieme a quella dei siti Web dei Ministeri e del Governo Italiano on-line ci aiutano a focalizzare il concetto cardine del piano e-Government: l'Amministrazione comunale diviene il front office della Pubblica Amministrazione. Unico obbligo da parte del Cittadino sarà identificarsi, mediante Carta d'Identità Elettronica o Carta dei Servizi, e per avere qualunque tipo di certificato, o per dare avvio a qualunque pratica. Grazie alla Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione sarà il retrobottega telematico dell'Amministrazione a procurarsi tutta la documentazione pregressa necessaria sul dato cittadino per l'espletamento della pratica in atto, eliminando procedure logore o gerarchie di fatto, ed attuando quella semplificazione amministrativa tanto auspicata, mediante le banche dati presenti ed interconnesse in una Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione.
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