| NOEMA Home SPECIALS H.R. Giger | |||||||
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Un artista multimediale: H. R. Giger
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Viviamo in una fase di passaggio, scenari di mutazione non ancora ben definiti sono in atto, ovunque si avverte la necessità di una radicale riscrittura dei codici bio-culturali del mondo occidentale
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Devo affermare che il percorso che le arti contemporanee hanno compiuto alla fine del secondo millennio è dei più inconsueti, credo, anche se raffrontato con periodi già molto anomali come quello della seconda metà dellOttocento e della prima metà del Novecento.
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Un artista come H.R. Giger, la cui attività è ancora in pieno svolgimento, ha saputo coniugare, senzaltro, gran parte delle nuove tendenze estetiche dellultimo Novecento. Risulta difficile etichettare larte di Giger: artista multimediale, negli ultimi venticinque anni ha anticipato il futuro, divenendo celebre, non solo attraverso pittura scultura e cinema, (molti lo ricorderanno come lideatore del mostro Alien), ma anche attraverso lutilizzo di veicoli non strettamente artistici ma più legati alla cosiddetta "arte applicata". Egli ha disegnato le più belle copertine di dischi dellintera storia del Rock, (Emerson Lake & Palmer, Debbie Herry, Danzig, Steve Stevens, Carcass), ha collaborato a riviste culto degli anni Settanta come la francese "Metal Hurlant", ha seguito progetti scenografici e di costumi per innovativi film fantascientifici (ricordavo Alien ma anche, Dune, Poltergeist, Predator, fino allultimo Species).
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Giger ha "ri-progettato" un futuro in modo molto diverso da ciò che liconografia fantascientifica classica ha sempre rappresentato: la grande intuizione di Giger è che il futuro, la macchina, la comunicazione, la tecnologia avrebbero cambiato non il mondo ma luomo stesso, strutturalmente, geneticamente. Una provocazione estrema: la nascita del biomeccanoide, sesso e metallo, sangue e neotecnologie, in ununica soluzione.
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I biomeccanoidi gigeriani, creature lovecraftiane ridisegnate al computer graphic, sono esseri ambigui, commistione tra organico e inorganico, fra vivente e non-vivente: qualcosa di più del cyborg, in quanto il non-organico comincia a prevalere togliendo ogni residuale speranza dumano e umanità.
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Nellintera opera di Hans Rudy Giger troviamo influenze che vanno da Lovecraft ad Albrecht Durer, da Max Ernst a Salvador Dalì, da autori della corrente cyberpunk a pittori come Ralph Abati, Dado (che Giger considera il "Bosch del XX secolo") o Jean Marie Poumeyrol. Tra il trauma della nascita e la maledizione della morte, Giger, permeando tutta lintera opera con un fortissimo erotismo, combina e favorisce accoppiamenti contronatura che testimoniano il terribile piacere e nello stesso tempo il piacevole sgomento della perdita del corpo. Ed è proprio il corpo, che nel terzo millennio il senso comune comincia ad identificare come costruzione culturale, come terreno di costruzione dellimmaginario, diventa una nuova inquietante terra di conquista, territorio in cui esplodono tensioni e perversioni che nelle epoche passate erano rimaste allo stato latente. Giger dipinge nuove formule liberatorie della sessualità e del desiderio che trovano a loro volta espressioni in unarte che fa della vita il suo campo dazione. Tutti i propri incubi Giger li ha esorcizzati trasformandoli in arte grazie a quel micidiale psicanalista che nelle sue mani diventa laerografo. Nella sua personale galleria ogni cosiddetta devianza diventa il nostro sabba quotidiano ed inevitabile, ed il sesso diventa un monumento alla vita, alla morte, alla resurrezione.
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La ricreazione della vita, la progettazione dellesistenza, la visione del futuro, sono state pulsioni fondamentali di quellarte che ha perseguito come proprio fine la sperimentalità, dal livello estetico a quello sociale e culturale: questa è larte di Giger. Unarte che sinterroga sulla caduta delluniverso antropocentrico, sulla natura artificiale generata dalluomo, sui nuovi linguaggi tecnologici, sulla totalità esistenziale dellindividuo, sulla sua nuova dimensione ambientale. Oggi assistiamo ad uno sviluppo, nellambito della rappresentazione, che mostra la rivincita del corpo: si pensi a quellarte che fa della materia (naturale o artificiale), della fisicità del corpo, gli ingredienti sui quali imperniare il proprio linguaggio, come larte povera, la land art, la body art, lhappening.
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Ciò che accomuna molti artisti contemporanei è levidente intento di scardinare i canoni estetici dellarte, rivoluzionare il sentire artistico, il percorso creativo e la produzione. Questi artisti, tra i quali Giger è uno dei casi più rappresentativi, possono non usare direttamente il proprio corpo, ma creano immagini volutamente provocatorie colpendo i simboli inconsci dellimmaginario comune, scardinando tabù ancestrali legati al sesso come alla morte.
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Giger precursore di nuove forme espressive, ha seguito levoluzione di quelle forme darte che dalla pittura alla scultura sono passate in brevissimo tempo al computer image e allolografia. Egli ha saputo dimostrare come fare arte attraverso gli strumenti tradizionali non significhi affatto rinunciare alle grandi questioni teoriche, alla contemporaneità, trovando, in un perfetto equilibrio "ispirativo" tra passato e futuro, un modo estremamente originale per farlo. | |||||||