NOEMA Home SPECIALS › Il Grande Muro di stelle
Tecnologie e Società
Main
Info
Derrick de Kerckhove
Franco Speroni
Chiara Sottocorona
Marco Tonelli
Il progetto

 

Il Rinascimento tecnologico secondo il principio DEK e FAN
Marco Tonelli

 

 

 

Se Derrick de Kerckhove e Piero Fantastichini fossero una stessa identità non ci troverei niente da dire. E’ possibile che tra qualche centinaio di anni (se mai ne passeranno) questi due nomi verranno considerati un aggiornamento tecnologico della celebre coppia antinomica Dottor Jeckyll e Mister Hide. Il punto è vedere allora chi dei due sia Jeckyll e chi Hide.

Risulta ovvio che chi nasconde è Hide e chi svela Jeckyll. De Kerckhove è colui che svela, che scrive e che connette altre menti alla riscrittura del mondo contemporaneo, alla sua decriptazione e decifrazione alla luce di nuove realtà mentali del linguaggio e della comunicazione. Fantastichini è colui che nasconde il senso delle cose e delle immagini dietro simboli incarnati da chip che possono essere letti attraverso sofisticate tecnologie di ultima generazione. Però Jeckyll e Hide non sono solo due identità contrapposte, ma la stessa persona che rivela di sé il suo contenuto più profondo e inconfessabile. Quindi Jeckyll è allo stesso tempo anche Hide e Hide finisce inevitabilmente per essere Jeckyll.

Fantastichini

Allora colui che svela, che chiameremo il principio DEK, in realtà mentre svela rende le cose problematiche, chiare a tal punto da dubitare della loro chiarezza. Ho sempre ritenuto i testi di de Kerckhove possibili romanzi visionari e mentali dove i protagonisti sono concetti malleabili della cultura del pensiero contemporaneo alle prese con dimensioni tecnologiche, elettroniche e informatiche del tutto inedite. Colui che nasconde, secondo il principio che chiameremo FAN, in realtà usa codici elettronici sotto gli occhi di tutti che possono essere letti in modo chiaro e distinto, secondo procedure visibili a tutti e virtualmente da tutti utilizzabili, dal momento che bastano tecnologie portatili e facilmente disponibili perché quel senso nascosto diventi manifesto.

E’ forse più chiaro il Grande vetro di Duchamp dal momento che non solo è visibile ma addirittura trasparente e tradotto in informazioni e commenti dell’autore contenuti in una scatola? Ciò nonostante questa opera rimane uno dei più grandi enigmi irrisolti della storia dell’arte, un’incognita che vive del senso autogenerativo delle sue interpretazioni piuttosto che delle soluzioni proposte.

DEK e FAN sono due principi che si attivano reciprocamente. La piega di FAN, quei lenzuoli morbidi provvisti di informazioni sono lì perché DEK ne colga la vibrazione sottile, ne registri la tensione elettrica. Del resto il pensiero non è emanazione diretta di scariche e terminazioni nervose di tipo neuronale? Gli spazi abitabili tridimensionali di FAN sono le architetture mentali del pensiero di DEK.

Fantastichini

Questo Muro di stelle è il limite attuale del pensiero visivo contemporaneo, concentrato nel micro e dispiegato nel macro. Mi sembra l’alba di un Rinascimento tecnologico, un uso alchemico, emblematico e cabalistico di ultima generazione del simbolo e della capacità di simbolizzazione di cui l’arte è antica progenitrice. Se da una parte l’attuale tecnologia del consumo e delle immagini propone messaggi diretti, immediati, comunicazionali, relazionali, Fantastichini rallenta il flusso del messaggio frapponendo a codici visivi codici digitali e stratificando il senso delle immagini come un pittore neoplatonico.

Ecco, il cerchio si chiude se chiameremo DEK col nome di Marsilio Ficino e FAN con quello di Sandro Botticelli e questo Grande muro di stelle il Giardino della Primavera tecnologica.