| Ascoltare pietre che suonano | | | Ascoltare pietre che suonano Ascoltare pietre che suonano. Fermarsi ad applaudire un albero, o una scultura. Dopo trent’anni torna a Bologna il Maestro Pinuccio Sciola con le sue opere megalitiche immerse nel verde di Villa delle Rose. Un’installazione interattiva che permette di essere creatori della propria esperienza artistica.  Pinuccio Sciola Le sculture sonore di Sciola sono l’apice di una carriera artistica intensa: ha viaggiato ed esposto le sue opere in tutto il mondo; ha collaborato con artisti come Giacomo Manzù, Aligi Sassu, Henry Moore, David Alfaro Siqueiros; è stato il promotore nella sua terra natale, la Sardegna, del fenomeno culturale dei Murales trasformando San Sperate da “paese di fango” a “Paese Museo”. Da dieci anni la sua ricerca si concentra sul suono contenuto all’interno della pietra. Le Pietre Sonore sono il risultato di continue sperimentazioni sulle tecniche di incisione, per permettere ad una materia, rimasta muta per millenni, di liberare la propria voce attraverso le moderne tecnologie. Sciola sceglie personalmente in tutto il territorio sardo le pietre di basalto e calcare - di "magma e acqua", come le ha descritte – di cui lascia intatta la forma originale, intaccandola soltanto con incisioni orizzontali e verticali. Lo spazio tra queste “ferite” permette alle pietre di risuonare e il risultato è un suono unico, provocato non per percussione, ma per sfregamento al contatto con un'altra pietra o con le mani dello scultore. Il profondo lamento che si produce è immaginato da Sciola come un'eco proveniente dal cosmo, chiuso all'interno della terra, che l'uomo è finalmente capace di udire, per mano di un artista.  |