| DVB-H: la televisione digitale terrestre mobile | | | DVB-H: la televisione digitale terrestre mobile [2] I principali operatori di telefonia mobile italiani, al momento, fatta eccezione di H3G, offrono un’unica forma di usufruibilità della televisione mobile rappresentata dalla modalità unicast: questo termine indica la possibilità di visionare contenuti video in streaming attraverso una connessione punto a punto (unicast) su reti 2,5 G e 3G. Un sistema unicast, infatti, invia una “copia personale” del segnale video a ciascuno degli utenti, a differenza, invece, di una trasmissione broadcast o multicast durante la quale il segnale video viene inviato a tutti gli apparecchi simultaneamente e chi vuole si sintonizza. Con un approccio “unicast” il server deve mantenere una connessione separata per ogni telespettatore. Questo funziona bene solo per un numero basso di utenti di tv mobile. Qualora il numero di utenti diventasse decisamente maggiore, un servizio in tempo reale come la tv mobile richiederebbe un server in grado di gestire contemporaneamente tutte le connessioni, il che è molto costoso e molto spesso non è in grado di offrire i dovuti standard qualitativi. E’ necessario dunque percorrere altre strade. Con l’approvazione, nel novembre 2004, da parti dell’ETSI (European Telecommunications Standards Institute), del DVB-H quale standard europeo per i servizi di tv mobile, sembra che un’alternativa sia stata finalmente trovata. DVB-H, acronimo di Digital Video Broadcasting handheld, rappresenta lo standard europeo di trasmissione delle informazioni ai dispositivi mobili ed è molto simile al sistema broadcast della TV tradizionale, dove un programma viene irradiato verso molti dispositivi riceventi. Le trasmissioni mobili broadcast sono decisamente più economiche e funzionali degli attuali sistemi unicast, dove l'operatore, come abbiamo visto, è obbligato a inviare su richiesta dell'utente un singolo flusso di dati. Il DVB-H deriva dal più famoso ed ormai diffuso DVB-T (Digital Video Broadcasting-Terrestial) cioè il sistema di trasmissione della nuova TV Digitale Terrestre, di cui sfrutta gran parte (90% circa) dell'infrastruttura di rete per la trasmissione dati. L'immagine video dei sistemi DVB-H è codificata solitamente nel formato Mpeg2 e i dispositivi mobili (cellulari, smartphones, PDA) che vorranno ricevere i canali broadcast dovranno essere dotati di un particolare chipset. Dispositivi del genere stanno cominciando a essere ampiamente diffusi anche nel nostro paese, a prezzi sempre più concorrenziali con livelli qualitativi più che accettabili: schermi ad alta definizione, audio stereo, alcuni con vere e proprie antenne. La scelta di questo standard non è stata del tutto scontata e solo dopo un lungo travaglio ha visto la luce. L’alternativa era già pronta: il DMB (Digital Multimedia Broadcasting), attualmente in uso in Corea del Sud, uno dei paesi in cui il servizio di televisione digitale terrestre mobile è il più diffuso e il più tecnologiacamente avanzato. Da poco tempo qui sono disponibili anche servizi multimediali con touch screen interattivi. Note 2) Da “DVB-H – DMB, facciamo chiarezza”, http://www.televisionedigitaleterrestre.it/public/modules.php?name=News&file=print&sid=757 |